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Il presidente della Provincia di Torino Saitta ha voluto dire la sua sulla situazione delle televisioni piemontesi: “La crisi aziendale delle emittenti televisive torinesi Telesubalpina, Videogruppo e Telestudio aggiunge un ulteriore preoccupante tassello ad una situazione economica ed occupazionale molto grave. Il venir meno di alcune voci nel panorama informativo piemontese sarebbe una grave perdita dal punto di vista del pluralismo dell’informazione. Per uscire da questa difficile situazione occorre promuovere un modello editoriale nuovo e più aderente alle esigenze del territorio e del mercato”: è questo il primo commento del Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e del Presidente del Consiglio Provinciale Sergio Bisacca alle notizie sulla messa in cassa integrazione a rotazione dei dipendenti di Telesubalpina e Videogruppo e sulla difficile situazione in cui si troverebbe Telestudio. “Il passaggio al digitale terrestre ha comportanto notevoli costi e difficoltà per tutte le emittenti locali. – sottolineano i Presidenti Saitta e Bisacca – Sin dalle prime settimane di introduzione del nuovo sistema di trasmissione, nel 2009, la Provincia di Torino aveva scritto all’allora Ministro delle Comunicazioni, Paolo Romani, per evidenziare il disagio dei teleutenti e delle emittenti pubbliche e private, specie per quanto riguarda le zone montane e collinari”. “Ancora oggi, - rilevano Saitta e Bisacca - ci sono intere zone della Collina Torinese ed alcune vallate per nulla o poco servite dai segnali digitali della RAI e delle tv locali: lo abbiamo segnalato più volte alle autorità competenti e del tema si è occupato più volte il Consiglio Provinciale. Ci siamo fatti parte attiva per risolvere il problema delle emissioni elettromagnetiche, promuovendo un tavolo di concertazione sull’installazione del cosiddetto ‘traliccio unico’ delle emittenti radiotelevisive locali al Colle della Maddalena. E’ in fase di completamento un piano di risanamento, che prevede l’installazione di tre nuovi tralicci, su cui saranno installati ripetori che garantiranno un segnale migliore e minori emissioni elettromagnetiche dannose per la salute dei residenti in loco”. “Da molti anni, - sottolineano inoltre il Presidente della Provincia ed il Presidente del Consiglio Provinciale – diamo sostegno alle tv ed alle radio locali, acquistando spazi per campagne che offrono ai cittadini informazioni di servizio e per brevi trasmissioni informative, sia della Giunta che del Consiglio, realizzate dalla Media Agency Provincia di Torino. Lo stesso fanno altri Enti locali, la Regione in primis”. “Ora però, - concludono Saitta e Bisacca – è tempo di ripensare un panorama editoriale televisivo pletorico, che, in un mercato pubblicitario così difficile, ha scarse prospettive di sviluppo, se non di sopravvivenza. La Legge Mammì, approvata ormai 22 anni orsono, doveva essere l’occasione per diminuire il numero delle emittenti e consolidare le strutture aziendali: così non è stato. L’attuale crisi economica offre l’occasione per perseguire quegli obiettivi, con il contributo della Regione e degli altri Enti locali, favorendo fusioni aziendali e sinergie tra emittenti. Alcune tv si sono consorziate tra loro per gestire, con il sostegno della Regione, nuove piattaforme di trasmissione via Web e digitale terrestre: è questa la via giusta e la Provincia è disponibile a percorrerla insieme agli altri interlocutori istituzionali”.

Il presidente della Provincia di Torino Saitta ha voluto dire la sua sulla situazione delle televisioni piemontesi: “La crisi aziendale delle emittenti televisive torinesi Telesubalpina, Videogruppo e Telestudio aggiunge un ulteriore preoccupante tassello ad una situazione economica ed occupazionale molto grave. Il venir meno di alcune voci nel panorama informativo piemontese sarebbe una grave perdita dal punto di vista del pluralismo dell’informazione. Per uscire da questa difficile situazione occorre promuovere un modello editoriale nuovo e più aderente alle esigenze del territorio e del mercato”: è questo il primo commento del Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e del Presidente del Consiglio Provinciale Sergio Bisacca alle notizie sulla messa in cassa integrazione a rotazione dei dipendenti di Telesubalpina e Videogruppo e sulla difficile situazione in cui si troverebbe Telestudio.

“Il passaggio al digitale terrestre ha comportanto notevoli costi e difficoltà per tutte le emittenti locali. – sottolineano i Presidenti Saitta e Bisacca – Sin dalle prime settimane di introduzione del nuovo sistema di trasmissione, nel 2009, la Provincia di Torino aveva scritto all’allora Ministro delle Comunicazioni, Paolo Romani, per evidenziare il disagio dei teleutenti e delle emittenti pubbliche e private, specie per quanto riguarda le zone montane e collinari”. “Ancora oggi, – rilevano Saitta e Bisacca – ci sono intere zone della Collina Torinese ed alcune vallate per nulla o poco servite dai segnali digitali della RAI e delle tv locali: lo abbiamo segnalato più volte alle autorità competenti e del tema si è occupato più volte il Consiglio Provinciale. Ci siamo fatti parte attiva per risolvere il problema delle emissioni elettromagnetiche, promuovendo un tavolo di concertazione sull’installazione del cosiddetto ‘traliccio unico’ delle emittenti radiotelevisive locali al Colle della Maddalena. E’ in fase di completamento un piano di risanamento, che prevede l’installazione di tre nuovi tralicci, su cui saranno installati ripetori che garantiranno un segnale migliore e minori emissioni elettromagnetiche dannose per la salute dei residenti in loco”.

“Da molti anni, – sottolineano inoltre il Presidente della Provincia ed il Presidente del Consiglio Provinciale – diamo sostegno alle tv ed alle radio locali, acquistando spazi per campagne che offrono ai cittadini informazioni di servizio e per brevi trasmissioni informative, sia della Giunta che del Consiglio, realizzate dalla Media Agency Provincia di Torino. Lo stesso fanno altri Enti locali, la Regione in primis”. “Ora però, – concludono Saitta e Bisacca – è tempo di ripensare un panorama editoriale televisivo pletorico, che, in un mercato pubblicitario così difficile, ha scarse prospettive di sviluppo, se non di sopravvivenza. La Legge Mammì, approvata ormai 22 anni orsono, doveva essere l’occasione per diminuire il numero delle emittenti e consolidare le strutture aziendali: così non è stato. L’attuale crisi economica offre l’occasione per perseguire quegli obiettivi, con il contributo della Regione e degli altri Enti locali, favorendo fusioni aziendali e sinergie tra emittenti. Alcune tv si sono consorziate tra loro per gestire, con il sostegno della Regione, nuove piattaforme di trasmissione via Web e digitale terrestre: è questa la via giusta e la Provincia è disponibile a percorrerla insieme agli altri interlocutori istituzionali”.

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