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Dalla parte dei ciclisti: quando a Torino si fa disinformazione contro le biciclette tanto per fare qualcosa

bambino-biciUn noto giornale torinese  ha pubblicato un articolo  in cui si inanellano informazioni infondate sugli usi e costumi dei ciclisti torinesi su cui fioccano commenti sarcastici e critici su twitter. Vediamo di commentare gli strafalcioni.

Aumentano i ciclisti e, di pari passo, crescono pure gli incidenti provocati dai medesimi

Se è vero che esiste un aumento degli incidenti  ai ciclisti in questi anni , anche purtroppo mortali, è tutto da dimostrare che sia colpa dei ciclisti come si evince dall’articolo. Se da un lato stanno andando in bici persone che non hanno l’abitudine, l’occhio, la malizia del mezzo e forse dovrebbero seguire dei corsi sul tema, è anche vero che buonissima parte degli incidenti sono dovuti a veicoli a motore a scoppio che investono biciclette e non viceversa. Ve lo vedete il ciclista che centra volotariamente il Suv ?  Moltissimi incidenti in bici sono anche da ascrivere al pietoso stato di manutenzione delle vie e dei corsi di Torino, quindi colpa del Comune,  come anche Guariniello ha notato.
Ma andiamo avanti nella corcisfissione dei ciclisti

si sa che gli amanti delle due ruote che pedalano contro il codice della strada sono in preoccupante aumento.

Si sa è un approccio lessical giornalistico piuttosto atipico. Peggio è solo il si dice. Sarebbe interessante documentare le parole con dati numerici, che non ci sono,  e non con ipotesi campate in aria Come commentano sui social: citare se stessi come fonte senza dati è pessimo giornalismo.

Confondere i portici con le piste ciclabili, rischiando di investire chi esce dai negozi o dalle case e correre come razzi nelle isole pedonali dimenticando che lì, ci sono appunto, anche i pedoni che non possono girare con lo specchietto retrovisore.

E qui si scopre chi è la mente dell’articolo: i commercianti in centro, quelli che piangono e si disperano se arriva l’isola pedonale, se arrivano i ciclisti, se …  piove o se fa sole: si lamentano sempre. Sono quelli che i politici torinesi hanno coccolato per anni non sappiamo perchè. Ora che ci sia quest’invasione di ciclisti sotto i portici non è evidente per lo meno a chi gira in bici per il centro e vede quel che succede. Difficile pensare di avere dati decenti da chi serve clienti in negozio o lavora in una redazione ed è scarrozzato da autisti aziendali.

Paolo Bertolini, presidente dei commercianti di via Roma: «Li vediamo tutti, ogni giorno, sono un problema, anzi un pericolo. Forse basterebbe multarne qualcuno ogni tanto. I vigili si appostano agli ingressi Ztl per sorprendere chi imbocca contromano una via d’accesso al centro al riparo dalle telecamere? Si nascondano anche dietro una colonna per punire il ciclista che sfreccia mettendo a repentaglio la sicurezza di chi entra ed esce dai negozi».

Eccolo il suggeritore dell’articolo in tutto il suo splendore. Ve li vedete i vigili appolaiati dietro alla colonna che saltano fuori a multare le bici, mentre il macchinone fa quello che vuole ?- Invece di sparare cose in aria sarebbe bello che i negozianti mettessero un bel cartello davanti al loro negozio con scritto “ciclisti benvenuti” e una bella rastrelliera davanti al loro esercizio. Vedrebbero salire il loro fatturato. Se a questi commercianti non piacciono i ciclisti: no problem … si va da un altro negoziante: in bici si fa in fretta a muoversi.

Ma c’è un’altra abitudine che sta davvero diventato pericolosa: i ciclisti che trasformano il marciapiede con un «marciabici». È vero, se chi pedala preferisce il marciapiede alla strada il più delle volte è perchè lì sopra si sente più sicuro. Purtroppo, però, l’effetto domino non finisce qui, perchè il pedone che non si accorge si essere inseguito e sorpassato dalla bici può finire per terra.

A Torino, anche se la situazione sta migliorando, le piste ciclabili sono state fatte a segmenti sconnessi per anni. Poi nelle isole pedonali non di è mai creato uno spazio ad hoc separato per bici e pedoni. Se serve fatevi un giro a Ravenna o Ferrara o a città a grande civiltà ciclistica. I pedoni viaggiano sui due lati nelle aree pedonali e le biciclette scorrono in centro alla via. Ognuno ha un suo spazio. Provate a percorrere via Garibaldi il sabato pomeriggio. Non è possibile. Così è meglio passare nelle parallele dove i truzzi del weekend parcheggiano i loro puzzolenti Suv sui marciapiedi.

Per dirla tutta, però, poi ci pensa l’automobilista a farla pagare a chi pedala, stringendoli e strombazzando. C’è una triste par condicio nel traffico: l’insulto corre sempre sulla preferenziale.

Qui si fa l’apologia della vendetta ruota per ruota, l’apologia di investimento al ciclista per salvare la decenza del centro. Parole di cui  vergognarsi e comprare tutto con l’ecommerce lasciando le vie del centro per rilassanti passeggiate e che i negozianti continuino a lamentarsi.

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