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Luca Mercalli, Osvaldo Napoli, Stefano Esposito e l’informazione scientifica

Evidentemente Stefano Esposito e Osvaldo Napoli non conosco il famoso detto erroneamente attribuito a Voltaire: Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo che pare essere in effetti opera di Evelyn Beatrice Hall. O evidentemente non concepisconi che qualcuno formuli forme di pensiero diverse dalle loro su temi importanti come quelli evocati nell’ottima trasmissione di divulgazione Scala Mercalli di Rai 3 in cui si è parlato di trasporti e in cui il povero Luca si è osato “ben 22 minuti di propaganda ai No Tav“. Nel concreto Mercalli ha spiegato con posizioni scientifiche riconosciute che senso abbia o non abbia la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Una risposta non ideologica, ma puramente tecnico-scientifica, alla domanda se sia davvero necessaria questa infrastruttura.  Ed è buffo che si chieda un contradditorio quando da tempo si è fatta informazione solo mono direzionale non propriamente circostanziata dal punto di visto scientifico. 

 

Dopo la trasmissione domenicale di Scala Mercalli il senatore del PD ha tuonato:

“Ho presentato, insieme ai colleghi Camilla Fabbri e Francesco Verducci, un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai per chiedere chiarimenti sulla trasmissione di Raitre condotta da Luca Mercalli in cui si è parlato della tratta Torino – Lione e che ha dedicato ben 22 minuti di propaganda ai No Tav”. E’ quanto rende noto il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito attraverso un comunicato. “Chiediamo al presidente della Commissione di Vigilanza e al Direttore generale della Rai se modalità di informazione come quelle viste nel programma televisivo “Scala Mercalli” siano compatibili con quella di una tv pubblica e se questo sia il metodo con il quale nuovo dg intenda improntare la propria direzione delle reti Rai”.
Nell’interrogazione i senatori pd chiedono inoltre se non si ritenga necessario adottare i provvedimenti opportuni, e di propria competenza, nei confronti del conduttore Luca Mercalli e se sia prevista una puntata ‘riparatrice’ nella quale invitare soggetti a favore della linea Torino-Lione”.
“La trasmissione di sabato scorso è stata solo propaganda pro No Tav su una rete pubblica – aggiunge Esposito – e questa è una cosa incredibile. Luca Mercalli è noto per essere un esponente No Tav, molti lo conoscono per le sue previsioni meteo, ma da dieci anni fa parte del movimento No Tav. E ha realizzato una trasmissione in cui ha raccontato la sua versione dei fatti, invitando 4 persone che la pensano come lui. Ognuno può avere le opinioni che ritiene, ma la Rai con i soldi dei contribuenti non può pagare un conduttore che fa una trasmissione a senso unico su un tema così delicato. Non può utilizzare una rete pubblica pagato dai contribuenti per fare una propaganda No Tav. Sono curioso di vedere cosa mi risponderà il direttore di rete per questi 22 minuti”.
“In Rai serve il confronto, altrimenti smettiamola di parlare di televisione pubblica, smettiamola di pagare il canone e ognuno fa quel che vuole. Abbiamo la par condicio per le elezioni, perché non possiamo avere la par condicio su tematiche di questa rilevanza?” conclude Esposito.

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