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La battaglia del mondo del software libero contro il bando per le mail dei 10 mila dipendenti del comune di Torino tarato per Google

Alla Commissione Smart City del Comune di Torino è stata discussa una mozione vincolante a favore del software libero che poi sarà portata in consiglio comunale con l’intento di porre dei vincoli alleazioni dell’ente nella scelta di una futura piattaforma di groupware da selezionare dopo una delibera della giunta.
Da molte parti del mondo digitale torinese si sostiene che le specifiche tecniche della piattaforma che il Comune di Torino vuole scegliere per i suoi 10 mila dipendenti siano tagliate ad hoc per Google.

– impianto del nuovo sistema per le oltre 10.000 caselle di posta elettronica, verificando altresì le condizioni tecniche per l’ulteriore migrazione delle circa 1.000 caselle attualmente utilizzate per procedure di automation e ticketing;
– presenza, come livello minimo esemplificativo, delle seguenti tipologie di funzionalità:
– posta elettronica
– single sign on per tutti gli strumenti della suite collaborativa
– strumenti di office automation comprensivi di elaboratore testi, foglio elettronico e presentazioni elettroniche
– condivisione delle versioni dei documenti in tempo reale con possibilità di vedere le modifiche apportate da altri collaboratori abilitati. Tale funzionalità viene ritenuta centrale per garantire la massima efficienza nella redazione dei documenti che prevedono l’apporto collaborativo di più uffici
– “calendario” integrato con la posta elettronica
– condivisione di file con funzioni di ricerca, di versioning e di multi-editing collaborativo
– strumenti di comunicazione integrati (messaggistica istantanea, audio e videoconferenza fruibile contemporaneamente da un significativo numero di utenti, con possibilità di condivisione del desk top)
– adeguato spazio di archiviazione
– definizione delle modalità di migrazione (in/out)
– ampia fruibilità dei servizi anche dai dispositivi mobili.

Durante i lavori della commissione si è saputo che il bando per il servizio di posta è groupware sarà pubblicato a giorni e si pensa che l’assessora Pisano voglia accellerare la procedura per battere sul tempo la mozione vincolante.
Sembra strano che il Movimento 5 Stelle stia dimenticando proposte del passato sul tema del software per abbracciare incondizionatamente Google: infatti molti consiglieri del M5S sono sembrati scettici sulle scelte dell’assessora Pisano.

La delibera del Comune di Torino

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