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Torino puo' farcela

Archivi di dicembre 2005

Banca d’Italia, articolo 17

Ormai e` ampio il
consenso che qualcosa alla Banca d`Italia debba cambiare, ma come? Qui bisogna
distinguere tra cio` che si puo` fare a brevissimo termine da cio` che si puo`
fare nel giro di qualche mese. A brevissimo termine si puo` garantire alla
Banca d`Italia una dirigenza indipendente e credibile, a medio termine si potra`
pensare a quali funzioni lasciare alla Banca d`Italia e quali trasferire
altrove. Questo intervento cerca di affrontare il primo problema. Cerchiamo di
individuare degli obiettivi desiderabili per poi vedere come ottenerli.
Vogliamo una
Banca d`Italia che :

· sia governata
da persone competenti;

· sia indipendente
dai politici;

· rappresenti
gli interessi del paese.

L`attuale Statuto
della Banca prevede (art. 17  http://www.bancaditalia.it/la_banca/statuto/statuto.pdf )  che
il Governatore sia nominato e rimosso su proposta del Consiglio Superiore della Banca, che e’ una
specie di consiglio d’amministrazione della stessa. Un problema e` che
l`attuale statuto non prevede particolari qualifiche per i membri del Consiglio
Superiore, per cui possono appartenere ad esso anche persone senza qualifiche specifiche,
magari scelte solo per la loro fedelta’ al Governatore. Ancora piu` serio e` il
problema che sempre lo statuto prevede che i 13 consiglieri siano “nominati
dalle assemblee generali dei partecipanti presso le sedi della banca in ragione
di uno per ciascuna sede”. Queste assemblee oggi sono composte  sia dagli “azionisti” della banca, per lo piu`
banche commerciali, che sono in qualche modo eredi delle banche centrali
dell`Italia pre-unitaria, sia da rappresentanti del mondo economico locale,
selezionati dalla Banca stessa. Ne` gli uni, ne’ gli altri hanno un forte
mandato per essere critici controllori dell`operato dell’ente di emissione e
vigilanza. Le banche commerciali in particolare hanno sufficiente realismo per
capire che la loro partecipazione nella Banca e` un retaggio del passato, che
puo` loro fruttare dei dividendi, ma che non puo` dare loro effettivo diritto  di interferire nella gestione della banca
centrale. E` inutile ed estremamente costoso pensare che lo Stato comperi dalle
banche commerciali le loro quote di partecipazione, come formulato nel
progetto dell`ex ministro Siniscalco. Si tratterebbe di inutile
carita` al duomo. Basta formulare per legge quello che gia` accade nei fatti:
le banche azioniste non avranno poteri di gestione nella Banca d’ Italia. Ma
allora chi nominera` il nuovo Consiglio Superiore? Esso potrebbe essere eletto
in larga parte  dal Presidente della Repubblica, dal Parlamento, dai
Presidenti di Regione, dai Sindaci e
dagli eletti italiani al Parlamento Europeo. Bisogna pero` evitare che i membri
del Consiglio Superiore diventino ostaggi di una precisa maggioranza del
momento. Come? Primo facendo votare questi organi separatamente e con ampie
maggioranze (2/3 dei membri), poi garantendo ai consiglieri della Banca d’ Italia dei mandati di almeno
9 anni, infine prevedendo elezioni e
scadenze dei consiglieri scaglionate nel
tempo; si dovrebbe evitare cioe` che una specifica maggioranza possa in un
momento nominare tutto il Consiglio in un colpo solo. Esso diverrebbe una
fotocopia del potere politico del momento.
Una certa
percentuale degli eletti (38 %) potrebbe
rappresentare i funzionari della Banca ed il suo patrimonio di conoscenza
tecnica, che rimane molto alto, anche dopo i recenti tristi eventi.
Infine tutti i
consiglieri eletti dal Presidente della Repubblica, Parlamento, Regioni, Provincie Comuni ed Europa
dovrebbero essere professori ordinari di
materie economiche o bancarie nelle universita` italiane o cittadini europei docenti di materie
economiche nelle 100 migliori universita` del mondo.
Quanto detto si
puo` fare in tempi brevissimi, se lo si vuole. L`idea invece di mettere la nomina del Governatore nelle sole mani  del Governo non sarebbe` una garanzia ne ‘ di autonomia ne’ di competenza.

Tabella
Proposta per il nuovo Consiglio Superiore della Banca d’Italia

N
Consiglieri      eletti da chi         durata dei primi 2 mandati

1                      Presidenza Repubblica       2006-2012 / 2013-2022
1                      Camera                            2006-2015 / 2016-2025
1                      Senato                              2006-2009 / 2010-2019
2                      Presidenti Regioni             2006-2006 / 2007-2016
1                      Presidenti Provincie           2006-2007 / 2008-2017
1                      Sindaci Comuni                  2006-2008 / 2009-2018
1                      Eurodeputati
italiani           2006-2010 / 2011-2020
5                      Funzionari Banca
d`Italia    2006-2011 / 2012-2021


Il traffico in citta` si cura in provincia

Una buona parte
del traffico cittadino e` dato da pendolari o visitatori da varie parti della
provincia e della regione.

E` vero` che la soluzione ottimale sarebbe che
in provincia ci siano linee di pulman locali, che portino dalle frazioni periferiche ed i paesi piu` piccoli
alle stazioni ferroviarie, evitando completamente l`uso dell`auto privata, a
coloro che vogliono prendere il treno. Molto si potrebbe fare in tal senso.
Purtroppo oggi spesso le autolinee fanno dei percorsi che ignorano o trascurano
le stazioni ferroviarie ed i loro orari (penso per esempio al caso paradossale
di Fossano, dove il pulman per Bra si
tiene a debita distanza dalla stazione). Un`autolinea non deve ricevere sussidi
pubblici (da Regione, Provincia o Comune) se non e` coordinata con le ferrovie
e le altre autolinee, quando cio’ e’ possibile.

Ammesso che
moltissimo si puo` e si deve fare per migliorare i servizi di autobus da e
verso le stazioni ferroviarie, bisogna pure ammettere che alcuni abitano in
localita` piu` difficilmente servibili da bus. Per molti di loro ci sono
parecchi incentivi ad usare l`auto.Uno di questi incentivi e` la qualita` dei treni e ne
riparleremo, un altro e` il fatto che quand’anche volessero venire a Torino in
treno, dovrebbero raggiungere la stazione ferroviaria in auto.Per loro ci
vorrebbero dei parcheggi nelle prossimita` della stazione piu` vicina. In luoghi come  Moncalieri,
Trofarello, Nichelino, Collegno, Pinerolo, Venaria, Settimo, Chivasso, Carmagnola,
Fossano, oggi, alle ore di punta,  puo`
essere difficile per molti pendolari lasciare l`auto in prossimita` della
stazione. E` vicino a
quelle stazioni che bisogna attentamente considerare di predisporre dei
parcheggi. Cosi` facendo si renderebbe appetibile a molti prendere il treno e
girare in Torino con i mezzi pubblici. Non solo, quando si garantisse ai
pendolari questi parcheggi vicini alle loro stazioni di partenza, diverrebbe
ancora piu` forte l`argomento per chiudere Torino al traffico automobilistico
pendolare.

Nelle citta` di
provincia si potrebbe combattere una battaglia importante per migliorare la
vita dei pendolari e la qualita dell`aria a Torino.


Privatizzazioni e trucchi.

Ogni aziendina
anche piccola ha un conto dove sono registrate le ricchezze (dette “attivita’”)
ed i debiti dell`azienda, lo stato patrimoniale. Le Attivita` includono
terreni, case, macchinari, mobili, BOT, azioni possedute, conti in banca, ecc. Nonche’ debiti.
Cosi` un`azienda
che vende un terreno di sua proprieta` non necessariamente migliora i suoi
utili. Ad esempio, se la Pautasso s.r.l. vende per 100.000 euro un terreno che nel suo stato
patrimoniale era stimato 150.000 euro, l`azienda incassa si` 100.000 euro,
pero` allo stesso tempo sta perdendo 50.000 euro.

Infatti le sue
attivita` diminuiscono di 150.000 alla voce “terreni” ed aumentano di 100.000
alla voce “conto in banca”. La differenza e` 50.000.

Un grosso
problema con i conti pubblici e` la mancanza di uno “Stato Patrimoniale”. E
allora?
E allora dobbiamo
essere molto cauti quando qualcuno riduce un deficit privatizzando cose che non
erano mai state in uno stato patrimoniale.
E` ovvio che,
vendendo, qualcosa si incassa. E` da vedere se quello che si incassa sia il
giusto, se cioe` compensi la perdita di patrimonio subita. Sarebbe bene prendere atto che dopo aver venduto gli argenti di
famiglia per pagare i debiti, non si ha piu` molto altro da vendere.
Bisognerebbe
imporre per legge a tutte le amministrazioni pubbliche, incluso lo stato, di dotarsi di un vero e
proprio stato patrimoniale.


Ricerca: occhio alla scuola.

La ricerca scientifica
e` una specie di catena di attivita`
collegate, dove la prima e` necessaria perche` ci possa essere la seconda e
cosi via. Tecnicamente questo si chiama “filiera”. Un esempio di filiera e`
quella del pane : agricoltore – commerciante di grano – mulino – commerciante
di farina – panificatore – rivendita pane. La ricerca e` qualcosa di simile.
Alla base della filiera della ricerca probabilmente c`e` la scuola, elementare
e materna. E` li’ dove puo’ nascere un
interesse per la scienza ed e` li dove deve nascere la famigliarita` con i
numeri. E` per questo che dovremo prestare particolare attenzione perche` i
numeri e l`aritmetica siano insegnati bene. Possiamo pensare a forme di aiuto
ed incentivo per insegnanti ed alunni. Gli insegnanti potrebbero essere aiutati
con delle formazioni specifiche o dei sussidi didattici. Una cosa buona
potrebbe anche essere organizzare gare a premi di aritmetica. I premi potrebero
essere oggetti, es. computer, ma anche viaggi premio o corsi speciali. Per gli
studenti delle superiori questo dovrebbe anche incoraggiare e finanziare  la partecipazione alle Olimpiadi della
Matematica (vedi  http://imo.math.ca/ http://olimpiadi.ing.unipi.it/ ).

Dovremo in
particolare curare ed aiutare la formazione di insegnanti di materie
scientifiche, anche prevedendo che ogni studente delle superiori studi almeno
una materia scientifica un po` in profondita` (con almeno cinque ore alla
settimana di lezione). Gli insegnanti dovrebbero avere la preparazione per far capire che cio` che insegnano e’
molto utile e` puo` risolvere molti problemi pratici. Allo stesso tempo
dovrebbero avere la capacita` di far capire quanto attraente sia l`argomento
dal punto di vista teorico. Se dovessimo accorgerci che c`e` scarsita` di insegnanti di certe materie, si
dovrebbe poter pagare gli insegnanti in modo differenziato. Paghiamo di piu` gli
insegnanti di quelle materie che scarseggiano. Paghiamo di piu` gli insegnanti
che insegnano nelle scuole dove nessuno vuole insegnare. Paghiamo di meno gli
insegnanti che insegnano in quelle scuole dove tutti gli insegnanti vogliono
insegnare.

Si trattera`
anche di premiare quegli insegnanti che non cessano di studiare ed approfondire
la loro materia, seguendo corsi di formazione, prendendo dottorati e
pubblicando su riviste scientifiche. Tutto cio` va premiato.

Verifichiamo che
i laboratori scientifici delle scuole siano ben attrezzati, aggiornati e dotati
di personale di laboratorio.

Le fondazioni
bancarie forse dovrebbero considerare di spendere piu` soldi nell`incentivare
lo studio delle scienze nelle scuole. Ovviamente questo dovrebbe valere a
maggior ragione per tutti i livelli di potere pubblico (stato, regione ed enti
locali).  Troppo spesso si pensa piu` ai
muri che alla qualita` delle persone.

Troppo spesso
quando si pensa alla scuola se ne parla o come un posto dove effettuare nuovi
tagli al bilancio o dove dare un lavoro ad insegnanti in certi casi molto
preparati e diligenti e ad in  altri casi no. Oppure se ne parla in termini
di conflitto chiesa – stato, molto attuale, ai tempi di Cavour. Troppe volte
passa in secondo piano il fatto che la scuola e` per molti ragazzi l`unica
opportunita` che offriamo loro. Cio` e` particolarmente vero per i piu` poveri,
quelli piu` privi di “contatti”.  La
scuola e` lo strumento che essi dovrebbero avere per costruirsi una loro vita autonoma e libera.

Una scuola non
adeguata per i ricchi e` una cattiva notizia, per i poveri e` un disastro.

Oggi la concorrenza internazionale si basa sulla conoscenza e  la scuola dovrebbe servire a trasmettere ed
acquisire questa risorsa strategica. Mettiamo questo al centro dei nostri
progetti.


Sfruttato in Italia, rispettato alle Hawaii

Riceviamo e volentieri publichiamo:

I miei piu’
sinceri complimenti alla Signora Francesca Paci
per l’articolo "Trentenni
di genio …" apparso su LASTAMPA
Venerdi’ 9 Dicembre. Finalmente qualcuno
inizia timidamente
ad accorgersi del problema! In Italia non esiste
"vivaio
generazionale" per la classe manageriale che deve guidare
il
paese verso il futuro. Io sono un "compagno di disavventura"
di
Francesco. Il ricercatore espatriato negli Stati Uniti
per cercare opportunita’
di carriera e sviluppo professionale.
Sono architetto ed a 44 anni compiuti
sono emigrato negli
Stati Uniti per cercare quello che in Italia non sono
riuscito
ad ottenere in 18 anni di carriera professionale.
Sfruttato, mal
pagato, a volte non pagato, sottovalutato.
Non sono mai stato politicamente
coinvolto, quindi molte
porte non si sono aperte ed alcune si sono chiuse.
Ho
capito che in Italia non c’era spazio per sviluppare
professionalita’ ed
avanzare con la mia carriera.
Anch’io, con la mia "non giovane" eta’
ho
iniziato ad inondare di lettere e
curriculum gli
indirizzi di posta elettronica dei piu’ grossi studi
di
architettura degli Stati Uniti.
Un giorno ho
ricevuta una risposta. Da Honolulu.
Sono salito su un aereo pieno di speranze e
con
lo spirito di ventenne.
Inaspettatamente
mi sono trovato ad affrontare
un serio colloquio di lavoro. Cercavano un
Project
Manager con esperienza per seguire la costruzione
di un grattacielo in
Waikiki. Io non ho mai costruito
grattacieli, ma posso imparare. Cosi’ ho
terminato
il mio colloquio con il Principal della company.
Pochi gioni dopo ho
ricevuto una telefonata sul mio cellulare:
Welcome aboard Sergio! Mi sono
traferito con tutta
la famiglia ad Honolulu. Nessun dubbio,
nessuna remora:
ho lasciato l’incerto per un salto nel buio. 
Ora, lavoro come
Project Manager in uno studio di architettura
di 200 persone su due
interi piani di un grattacielo
in pieno centro di  Honolulu. Mi
occupo di grossi progetti
architettonici gestiti in outsourcing nel Sud-Est
asiatico
ed amministro in prima persona progetti  di edifici
commerciali per importanti aziende di grossa distribuzione
alimentare in ambito
nazionale americano.
Dopo un solo anno di lavoro, ho ottenuto soddisfazioni e
riconoscimenti che in Italia non ho ottenuto in 18 anni
di professione.
Devo dire grazie.
Sinceramente grazie all’Italia, che con la sua
situazione mi ha
dato la spinta per saltare sull’altra sponda.
Ora sono felice.

 
Lettera firmata

————————————————————————

Il male non e` solo che ricercatori e professionisti
se ne vadano, ma anche che quasi nessun
professionista o ricercatore straniero voglia
venire da noi.



Ricerca: 1° eliminare i pregiudizi culturali.

Abbiamo bisogno
di mettere la ricerca e l`innovazione al centro della nostra economia, ma per
farlo prima dobbiamo superare l`idea che ci sia una separazione o peggio una
frattura tra cultura scientifica e cultura umanistica.

Forse dovremo
superare certi pregiudizi come quello che tende a dimenticare che la geometria era
una delle materie principali degli studi nell`antichita` classica. Un altro  pregiudizio e` quello che l`Italia sia piu` un
paese di santi, navigatori ed umanisti piuttosto che di scienziati e di
tecnologi. Intanto non dimentichiamo che i navigatori dovevano sempre  essere astronomi e matematici. Ma poi le
nostre radici sono tanto nel Michelangelo del Giudizio Universale e delle rime
quanto in quello che faceva i calcoli per tenere su` il cupolone di San Pietro.
Leonardo e` tanto l`autore dell`Ultima Cena, quanto l`ingegnere militare ed
areonautico.

Torino e` la
citta` di Lagrange, un pilastro della matematica moderna, ma anche di Plana e di
Guarini; Torino vide insegnare matematici come Saccheri, Francesco Severi ed il
saluzzese Corrado Segre; Mantova ebbe Giovanni Ceva; Pavia ebbe Antonio
Cremona, la Calabria e` la patria di Pitagora, Siracusa di Archimede, Napoli di
Caccioppoli, Pisa di Galileo e Fibonacci, Firenze di Viviani, Brescia di
Tartaglia. E certo ne dimentico
tantissimi.  Voglio pero` ricordare come
tutti questi grandi erano sempre parte della comunita` scientifica mondiale,
non si isolavano. Fibonacci per esempio
era andato a studiare in quello che ai suoi tempi era uno dei centri del sapere scientifico,
Algeri.
Se la Scozia
vanta tanti bravi contabili, il padre della partita doppia fu Luca Pacioli di
San Sepolcro in Toscana. Tutta questa gente e` parte del nostro patrimonio
tanto quanto Dante, il Tasso, Mantegna o Juvarra.

Dobbiamo avere il
coraggio di riappropriarci di questa storia. Dobbiamo renderci conto che
l`Italia e` stata qualcosa di importante e di bello, quando ha saputo
sviluppare le scienze, applicandole al commercio e all`economia. E` su quella
base che si pote` sviluppare una societa` attenta al bello. E` su questi
principi che venne fondata l`Accademia delle Scienze di Torino.

Oggi troppo
spesso viviamo una separazione innaturale tra scienza, tecnologia, economia ed
arte. La scuola spesso perpetua questa separazione contraria ai fatti. La
pigrizia di alcuni (“io conosco solo le materie umanistiche e mi basta”) diviene
insegnamento universale. Dobbiamo superare queste barriere. Dobbiamo renderci
conto che la scienza e` parte del nostro patrimonio, del nostro DNA.

Noi saremo fedeli
a noi stessi solo se sapremo ridare dignita` e forza allo studio delle scienze.


UE: la mancanza di amici puo` costare cara

(Continua dal post qui sotto)
Le accuse al Regno Unito di avere un ingiusto rimborso del proprio contributo sono solo parzialmente fondate. E` vero che il Regno Unito ha fatto una proposta di bilancio abbastanza priva di equilibrio, ma e` anche vero che con l`attuale struttura del bilancio comunitario ed in assenza di rimborso, il Regno Unito dovrebbe pagare una quota di PIL estremamente elevata, lo 0.62%, piu` di ogni altro paese. Non solo. Gli Inglesi sono anche particolarmente amareggiati perche` questi soldi non andrebbero ai piu` poveri o per lo sviluppo dell`Europa ma a ricchi latifondisti, come il Principe Alberto di Monaco, vari lords inglesi e le piu` grosse societa` agroalimentari francesi.
Se molti potrebbero capire che si dia qualche aiuto a contadini che fanno fatica a campare o a produttori che si sforzano a produrre senza inquinare, risulta piu` difficile capire come mai si debba finanziare con denaro pubblico i grandi produttori agricoli, che sono sempre ricchi e spesso dei grandi inquinatori. La Commissione Europea aveva proposto un limite all`ammontare di aiuto che si poteva dare ad un singolo produttore, implicitamente favorendo i piccoli e medi produttori. La Francia pero` si e` opposta a questa misura.
In pratica gli Inglesi non hanno torto perche’ si oppongono alla politica agricola cosi` come essa e`, ma perche` lo fanno senza proporre chiaramente un progetto alternativo. Nella fattispecie il bilancio che ora han proposto per il 2007-2013 e` abbastanza ingiusto.
Va precisato che Belgio e Lussemburgo si trovano nell`assurda situazione di ricchi che vengono sussidiati dall`UE perche` sono paesi piccoli, che ospitano molte istituzioni UE.
Non ricevono  molti aiuti diretti UE, ma sul loro territorio viene spesa gran parte delle paghe dei funzionari UE. Questo e` certo un bel sostegno alle loro economie.
L`Irlanda e` invece un chiaro esempio dell`assurdita` dell’ attuale politica  UE. Poiche` in Irlanda ci sono molti contadini, l`Irlanda incassa molto. Non importa che sia uno dei paesi piu` ricchi dell`UE.
Il ministro delle finanze irlandese  Charles Mc Crevy (cosi` come quello spagnolo) ha potuto per anni tenere le tasse basse, tanto la spesa sociale irlandese (come quella spagnola) la pagava la UE, fondamentalmente con soldi tedeschi. Mc Crevy e` poi divenuto commissario europeo al mercato interno e da quella cattedra s`e` messo a dare lezioni ai tedeschi:
"Dovete abbassare le tasse e cosi` avrete lo stesso successo economico di irlandesi e spagnoli, i due popoli che negli ultimi anni hanno avuto piu` crescita economica."  Similmente faceva il commissario spagnolo Solbes. Predicava ai tedeschi di tirare la cinghia e di imitare la virtuosa Spagna. Un paese senza deficit, ma largamente sussidiato dai tedeschi
Oltre al danno la beffa.
E l`Italia?
L`Italia sarebbe uno dei grandi perdenti della proposta britannica. Al tavolo delle trattative avremo un disperato bisogno di amici, per evitare di pagare una nota molto salata.


Bilancio UE, un criterio di giustizia

Abbiamo bisogno di un’ Europa che
funzioni.  Se l`Europa non fara` sentire la nostra voce nel mondo chi la
potra` far sentire?
E` pertanto il caso di essere sicuri che sia finanziata a sufficienza, secondo
criteri giusti.
Per quanto riguarda “a sufficienza” va detto che gli attuali progetti non
prevedono molto per l`UE. Si va dal piu` generoso progetto della Commissione
Europea che prevede l` 1.24% del PIL europeo al progetto della presidenza
britannica che prevede l`1.03 % del PIL Europeo. Questo mentre gli stati
nazionali, le regioni e gli enti locali, considerati assieme, prelevano circa
il 40% del PIL europeo.
Prima di dire se la proposta inglese e` giusta o e` sbagliata dobbiamo proporre
un criterio di giustizia. Io propongo il seguente:
I piu` ricchi pagano, i piu` poveri ricevono.
Tecnicamente  dobbiamo considerare il rapporto tra il reddito pro capite
di ogni cittadino  ed il reddito medio pro capite UE. Chi e` piu` ricco
della media dovrebbe pagare una tassa, chi e` piu` povero dovrebbe ricevere un
contributo.

Ora possiamo confrontare questo criterio
con quanto vorrebbe fargli pagare o vorrebbe dargli la proposta britannica (terza
colonna della tabella).

Come si puo` vedere essa prevede alcune
grosse anomalie.
Irlanda, Belgio e Lussemburgo dovrebbero pagare  ed  invece ricevono.Cipro
dovrebbe ricevere ed invece paga. Poi ci sono altre anomalie: il Regno Unito,
pur essendo piu` ricco di vari paesi UE  finirebbe pagando meno di loro
(Italia, Francia, Germania e Svezia). Qualche ingiustizia c`e` anche tra i
paesi riceventi un contributo netto (vedi ad esempio Portogallo e Malta o
Lettonia e Polonia). 
Qui di sotto il nome di ciascun paese e` seguito dal suo Reddito pro capite  (dove la media EU = 100) ed infine e seguito da quanta percentuale di PIL il paese riceve dalla UE come aiuto. I paesi con un numero negativo sono dei contribuenti netti.

Lettonia          43                        3.81
Polonia            47                        2.80
Lituania          48                        3.76
Estonia           50                        3.43
Slovacchia      52                         2.66
Ungheria        61                         2.61
Repubblica
Ceca              72                        2.11
Malta             72                        0.96
Portogallo       73                       1.68
Slovenia         78                       0.89
Cipro             82                   -   0.02
Grecia           82                       1.97
Spagna          98                      0.23
Italia           105                     -0.34
Germania    109                     -0.40
Francia        111                    -0.33
Finlandia     115                    -0.26
Svezia         116                    -0.39
Belgio          119                     0.69
Regno Unito  119                   -0.29
Olanda          120                   -0.43
Austria         122                   -0.40
Danimarca    122                  - 0.35
Irlanda          139                    0.21
Lussemburgo 223                    4.10

(Continua)


Una buona notizia: Gotovina arrestato

L`arresto oggi in Spagna del generale Ante Gotovina e` un`ottima notizia.
Nel settembre 1996 ho potuto spendere qualche giorno nelle zone attorno a Knin in Croazia.
Quelle zone nel 1995 erano stato oggetto di un offensiva militare comandata dal generale Gotovina. Centinaia di migliaia di persone sono state espulse dalle proprie case, dalla propria regione e sono finite in Serbia come rifugiati. I  Serbi rimasti parlavano di uomini ammazzati senza alcun processo e persone invitate a buttarsi dal tetto della propria casa per evitare di vedere la propria moglie ammazzata. Ho visto tante case bruciate e la distruzione del bestiame, per impedire ai contadini di vivere.
Non sappiamo se il generale Gotovina fosse a conscenza dei  i crimini commessi durante le operazioni militari e quindi non possiamo dire che sia colpevole.
Sappiamo che e` un ottima notizia che ora possa rispondere ad alcune domande che il Tribunale dell`Aia vuole porgli.
Infine il fatto che un cosi` importante generale croato sia stato arrestato, toglie ogni scusa alla Serbia. Anch`essa deve consegnare i ricercati serbi al piu` presto.


Ricerca: una causa che si potrebbe anche vincere.


La ricerca scientifica e`
quello che permette di avere dei prodotti non immediatamente in concorrenza con
i prodotti dei paesi dove il costo del lavoro e` molto basso.
La ricerca e` cio` che puo` permettere a certi
prodotti industriali di godere un certo periodo di unicita’ e  relativo monopolio.
La ricerca e` cio` che potrebbe permetterci,
almeno per qualche decennio, di mantenere dei salari un po` piu` alti di quello
del lavoratore cinese medio.
Di ricerca scientifica
se ne fa anche in Cina ed in altri paesi dell` estremo oriente, ma noi,
Italiani ed Europei, non partecipiamo alla gara come dei perdenti sicuri.
Perdiamo solo se lo vogliamo.
In altri campi
invece, es. produzioni manifatturriere ad alta intensita` di lavoro e bassa
innovazione, la sconfitta e` garantita.
Fino ad ora
abbiamo fatto del nostro meglio per perdere anche nel campo della ricerca, ma
cio` non e` ineluttabile. Dovremo riconsiderare molti dei nostri atteggiamenti e delle nostre scelte, ma possiamo davvero farcela.


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