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Pro Natura Piemonte e Rifiuti Zero Piemonte chiedono chiarimenti sulla futura gestione dei rifiuti a Torino

Pro Natura Piemonte e Rifiuti Zero Piemonte hanno indirizzato una lettera al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri comunali di Torino, al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri della Città Metropolitana, al Presidente, alla Giunta e ai Consiglieri della regione Piemonte una lettera per avere chiarimenti sulla futura gestione dei rifiuti a Torino.

 

 

1. Denunciamo il conflitto di interessi: IREN è proprietaria sia di AMIAT che di TRM, le Aziende che gestiscono: una la raccolta rifiuti e l’altra lo smaltimento nell’inceneritore del E’ evidente che “l’affaire rifiuti” si gioca con la gestione dello smaltimento: più rifiuti ci sono, più si guadagna. A Torino la Raccolta Differenziata non decolla: occorre alimentare l’inceneritore. I Sindaci di Torino sono stati fautori della costruzione dell’inceneritore e hanno sottoscritto un contratto di servizio che garantisce utili dallo smaltimento, in ogni caso, sino al 2034. Ricordiamo che è tutt’ora in vigore la legge regionale 24/02 che vieta alla stessa Azienda di operare contemporaneamente su raccolta e smaltimento per evidente conflitto di interessi.

2. Evidenziamo che la lettura del diritto europeo che emerge dall’articolo de “La Stampa” è fuorviante perché è vero che la direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti non detta percentuali di differenziata da raggiungere entro un certo termine, ma chiede un aumento percentuale di rifiuto effettivamente recuperato e di effettivamente riciclato in termini di peso entro il 2020 (art. 11 par. 2 lettere a) e b)). Inoltre l’art. 11, par. 1, vincola gli Stati membri ad istituire entro quest’anno la raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro, mentre il progetto IREN (con la sola eccezione del vetro), raccoglierà i rifiuti in un unico contenitore stradale; tali rifiuti saranno differenziati a valle della raccolta in un Oltre a tariffe sempre più elevate per la raccolta rifiuti, i cittadini torinesi rischiano di doversi accollare le sanzioni europee a causa delle scelte proposte da IREN pur di “smaltire” all’inceneritore TRM (come da contratto di servizio). Mentre tutta Europa va verso una differenziazione più spinta, IREN imbocca la direzione contraria.

3. Ribadiamo che l’avvio/estensione della raccolta differenziata è un investimento, non una spesa a perdere. Riducendo i rifiuti da smaltire si abbattono i costi di smaltimento e aumentano i ricavi dalla vendita delle materie prime seconde (bilancio AMIAT 2012: + 5 milioni di euro). La raccolta differenziata al 42% (in regressione) è ferma da molti anni. Il Comune afferma di non disporre delle risorse economiche necessarie al rilancio perché “la raccolta differenziata costa”. L’Amministrazione comunale deve rispettare il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata al 31-12-2012 previsto dalla legge

4. Sottolineiamo la necessità di adottare impianti per un “ulteriore recupero di materia”, situati a valle di obiettivi significativi quali: – 15% come riduzione e 70% come Raccolta differenziata, senza trasformazione in combustibile solido secondario del residuo, inseriti in un piano di gestione che esprima le massime potenzialità che la gerarchia europea – Prevenzione/riduzione (obiettivo riduzione della produzione rifiuti pro capite).

– Raccolta differenziata porta/porta con servizio esteso a tutta la città.
– Campagne per il riuso degli oggetti e materiali ed estensione della rete degli Ecocentri in tutta la città. con modelli di funzionalità analoghi a quello di via Arbe aTorino.
– Impegno amministrativo e politico verso l’obbiettivo “Rifiuti zero” ed “Economia

5. Chiediamo di adottare e adattare il sistema tariffario e di gestione dei rifiuti utilizzato dai consorzi Contarina, Chierese Servizi (74,1% di raccolta differenziata) e Consorzio Medio Novarese (65%), che come riconosciuto dalla DGR 21 dicembre 2015 n. 72-2682,

6. Osserviamo che la raccolta della carta a Torino ha raggiunto livelli di eccellenza: Cartesio intercetta circa l’80% del prodotto immesso sul mercato. Ri-buttare carta nell’indifferenziato significa distruggere un valore educativo ed ambientale oltre a distruggere una operatività positiva economica e culturale. Questo è un rischio

 

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