Viaggi nel mondo
C’è vino e vino
Poco tempo fa il quotidiano La Stampa nella sezione Viaggi ha dedicato un articolo ai vini siciliani proponendo un viaggio tra vigne e cantine.
L’iniziativa è interessante, però le proposte sono discutibili. Vediamo perché.
Innanzitutto l’area geografica: la scelta si restringe solo alla Sicilia occidentale. Il vino scelto: il Nero d’Avola. E‘ un signor vino o meglio lo è stato. Sicuramente lo sarà. Oggi però tutti fanno Nero d’Avola e la quantità è andata a scapito della qualità. Concludo dicendo che le cantine segnalate non sono il top dell’enologia siciliana.
Oggi, chiedete pure agli enotecnici, la punta dell’enologia siciliana è l’Etna e quindi la Sicilia orientale. I vini autoctoni che si fanno ammirare per la loro qualità sono il Nerello Cappuccio e il Nerello Mascalese.
Non è mia intenzione in questa sede consigliare qualche cantina. Non voglio fare pubblicità a nessuno. Dico solo che un viaggio in Sicilia merita una tappa nei paesi dove questi vini sono prodotti: Zafferana, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Passo Pisciaro. Troverete vigneti che sono stati piantati sulla terra dura e che sono esposti al sole. Essi si trovano a un’altezza di 700-800 metri. Il terreno e il sole danno forza a questi vini. Andate e scegliate da soli la cantina che volete visitare. Attenzione: i vini sono corposi e quindi accompagnateli con salame o carne.
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11 settembre 2012 - Autore: finuzzo


