Appendino: “Chi ha esercitato violenza durante le manifestazioni di sabato è un criminale”

“Chi ha esercitato violenza durante le manifestazioni di sabato non è portatore di nessuna dimensione valoriale positiva. Ha sporcato l’antifascismo, ha sporcato l’antirazzismo, ha sporcato la causa No Tav, ha sporcato molti altri nobili status di cui codardamente tenta di appropriarsi. Chi commette questo genere di violenze, è un criminale”. Così la sindaca di Torino Chiara Appendino parlando, in consiglio comunale, degli incidenti al corteo di sabato contro lo sgombero dell’ex Asilo in via Alessandria.

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“Nel mio tweet non c’erano né ruspe né toni salviniani ma un sindaco che aveva il dovere di informare su quello che stava accadendo e che diceva da che parte sta”, aggiunge Appendino.

“A proposito di “presunti piani di sgombero”, ho affermato che la Città non ha un piano di questo tipo per i centri sociali. L’intervento in via Alessandria non è stato eseguito contro dei “ragazzacci”, ma contro persone accusate di associazione sovversiva dalla magistratura. Il mio intervento si rivolge a chi ha voluto solidarizzare con quelle persone, sbagliando. Aurora è un quartiere difficile, che da tempo chiedeva di poter tornare a vivere”, ha detto la sindaca.

E continua: “La rinascita non sarà determinata dalla nuova vocazione sociale dello spazio che era occupato, ma dal fatto che i cittadini tornano a vedere che lo Stato esiste ed è presente. Ringrazio chi ha compreso le differenze tra le realtà presenti sul nostro territorio, la Cavallerizza e l’ex asilo di via Aurora, per fare due esempi, sono due cose diverse, con scopi e storie differenti: chi governa la città, il Consiglio comunale devono comprendere come occorra seguire percorsi differenti. Generalizzare non aiuta, fa anzi un torto alla storia della nostra città e al suo futuro. Il dibattito, in ogni caso, non finisce qui, ognuno di noi, fuori da una logica di “bianco o nero” deve valutare i percorsi adeguati ad ogni luogo, con i tempi necessari. Ad Aurora, il percorso sarà concordato con il quartiere”.



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