Tavolata italiana senza muri a Cuneo

Sabato 15 giugno alle ore 12, l’associazione LVIA invita a sedersi a tavola in Via Roma (o, in caso di pioggia, in Piazza Seminario) come in altre 25 città italiane per ribadire che in Italia nessuno è escluso.

Per una migliore organizzazione, si consiglia di comunicare l’adesione alla Tavolata (tel.: 0171/696975 o mail: segreteria@lvia.it ). È comunque possibile partecipare senza prenotazione, fino ad esaurimento posti.

A Cuneo, l’iniziativa è promossa dall’associazione LVIA insieme a Città di Cuneo, Diocesi di Cuneo e FOCSIV. Alessandro Bobba, presidente di LVIA spiega: «Sarà un pranzo semplice e frugale all’insegna della convivialità, per sensibilizzare i cittadini sul fatto che molti nel nostro paese rifiutano l’esclusione e il razzismo. Anzi, molti sono a favore del dialogo e della solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore. Tutti, insieme intorno ad un tavolo, senza escludere nessuno, con un gesto altamente simbolico: la condivisione del medesimo cibo».

Coldiretti, Associazione Panificatori di Cuneo, l’azienda Pier H2O, lo Studio Archigeo, la COPRO Srl, Linea Carta Srl, Cooperativa Piemonte Latte (e altri si stanno attivando) metteranno a disposizione gratuitamente cibo, materiali e competenze per l’organizzazione. L’iniziativa riceve anche il supporto del progetto “Le Ricette del Dialogo. Cibi e storie per il dialogo e l’intercultura” promosso da LVIA con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

L’evento a Cuneo si inserisce nell’iniziativa nazionale “TAVOLATA ITALIANA SENZA MURI”, promossa da
FOCSIV – Volontari nel mondo, rete italiana di Ong di ispirazione cristiana a cui LVIA aderisce. Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV, spiega: «La Tavolata italiana senza muri nasce all’indomani di quella organizzata lo scorso 20 ottobre a Roma in Via della Conciliazione. Nasce dal bisogno di ritornare a ritrovarsi insieme intorno ad un tavolo per parlarci e conoscerci l’uno l’altro. Nasce dalla nostra esperienza come FOCISV a fianco dei tanti poveri che quotidianamente incontriamo nelle molte periferie del mondo. Nasce dalla necessità di ricordarci che il nostro Paese è terra di migrazione. Noi oggi in memoria di questi uomini e donne apriamo i nostri porti, le nostre città dando rifugio a chi scappa dalla povertà, e dalla paura di non poter garantire ai propri figli un domani sostenibile. Rilanciamo un appello alla fratellanza, alla condivisione, all’accoglienza verso tutti, nessuno escluso».

 



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