Confagricoltura Asti: “c’è un’emergenza cinghiali”

Si ripresenta prepotente l’incubo cinghiali, un problema da sempre annoso all’interno delle nostre aree rurali ma che, mai come in queste ultime settimane, sta assumendo le proporzioni di una vera e propria emergenza.
Oltre ai danni che causano periodicamente alle colture agricole, infatti, questi ungulati sono causa di gravi incidenti sulle strade della nostra provincia e della regione (dal 2013 al 2018 sono stati più di 2800).

La proliferazione abnorme e incontrollata degli animali selvatici è ormai una vera e propria emergenza, un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti e tali da mettere a rischio non soltanto la sicurezza e la salute dei cittadini ma anche la salvaguardia delle colture agricole.

Confagricoltura Asti si è sempre battuta in prima linea per cercare di arginare questo problema, sensibilizzando le istituzioni all’adozione di soluzioni concrete quali, ad esempio, la gestione di un calendario venatorio più elastico anziché l’imposizione di eccessivi vincoli operativi a chi, come i cacciatori, s’impegna ad arginare un problema che ormai interessa tutta la cittadinanza.

Alla luce degli ultimi avvenimenti, però, Confagricoltura Asti ha deciso di inviare via e-mail un appello urgente ai 118 comuni della provincia di Asti, invitando i sindaci a far approvare nelle rispettive giunte un ordine del giorno, da inviare alla Regione e al Governo, nel quale si chieda l’adozione di alcuni provvedimenti chiave che vanno dalla verifica dei dati relativi agli abbattimenti ed al conteggio dei danni fino alla modifica delle attuali disposizioni per la caccia al cinghiale, passando per la predisposizione di piani straordinari di controllo numerico.

“Si tratta di un problema che purtroppo negli anni è stato sottovalutato e che ultimamente sta assumendo proporzioni a dir poco preoccupanti – afferma per Confagricoltura Asti Ezio Veggia-. Ora il problema non riguarda soltanto il comparto agricolo, ma anche la sicurezza di tutti i cittadini. Confidando nella collaborazione di tutte le istituzioni presenti sul territorio abbiamo quindi ritenuto doveroso fare opera di sensibilizzazione affinché, alle loro proposte, si affianchino quelle che crediamo essere soluzioni concrete ed efficaci per risolvere in modo tempestivo un’emergenza ormai conclamata”.

Ricordiamo che un guidatore nell’investire un animale selvatico è obbligato a soccorrerlo secondo il vecchio articolo 89 del Codice della Strada poi modificato dalla legge 120/10, in caso contrario c’è il reato di omissione di soccorso.