Dentro il castello degli incubi di Alice Cooper

Ha aperto il suo castello degli incubi per il pubblico di Torino, ieri sera, Vincent Damon Furnier, in arte e pure per l’anagrafe Alice Cooper, vera icona dello shock rock mondiale. Ma a scaldare la platea ci hanno pensato i Black Stone Cherry, band americana, dal ruvido southern rock, davvero rumorosa e spettacolare, perfetta per introdurre Alice.
Mezzo secolo di di successi, oltre trenta album in studio e milioni di copie vendute, uno show pirotecnico, in puro stile horror gothic, per la fortuna dei migliaia di fan che hanno fatto la coda da ben prima dell’apertura dei cancelli, per guadagnarsi la transenna.
Unica data italiana del suo tour, “Ol’Black Eyes”, tra potenti riff, horror ed echi da grand guignols, Alice si è mosso da vero maestro di cerimonia, in mezzo alla sua strepitosa band dove spicca ovviamente al funanbolica e bellissima Nita Strauss, ben supportata da Ryan Roxie alla chitarra, Tommy Henriksen sempre alla chitarra elettrica, Chuck Garric al basso e Glen Sobel alla batteria; e ad una serie di comparse che hanno animato il show, da “Million Dollar Babies” a “Frankenstein”.
L’intro Nightmare Castle apre il concerto, che parte subito con “Feed My Frankenstein“, vero inno di Alice&Co. Cilindro e bastone, pelle e borchie, per veri amanti del rock e e del metal, ma soprattutto i suoi occhi truccati di nero, come molti dei migliaia di fan accorsi a vederlo.
Cambi d’abito, personaggi, assoli ed il meglio della sua infinita carriera, il suo album d’esordio è datato addirittura 1969.
Da “No More Mr. Nice Guy” a “I’m Eighteen, per arrivare ad uno suoi più grandi successi “Poison”, storia della sua dipendenza dal veleno dell’alcool. Oltre venti pezzi, che toccano i lavori di una lunghissima carriera, con dischi epocali come “Billion Dollar Babies”, “Welcome to My Nightmare”, fino ai più recenti “”Trash”, “Hey Stoopid”, “A Fistful of Alice ” e “”Paranormal”, l’ultimo della sua discografia.
Un vero spettacolo, qualcosa che va oltre la musica, con Alice che, tra tutti i suoi cambi d’abito, indossa anche la maglia della nazionale di calcio italiana con il 18 (Eighteen ).
“Under My Wheels” e “School’s Out”, gli encore chiudono il concerto dove Alice con smoking a coda bianco, tra enormi palloni colorati, non si risparmia nei confronti del suo pubblico.
Una girandola suoni, luci, colori ed emozioni, tra la grande musica, il circo ed il mondo dei fumetti, Alice, per una sera, ci ha portati nel suo mondo e noi cia siamo divertiti da matti.

Report e foto Paolo Pavan/QP

Tracklist

Nightmare Castle
Feed My Frankenstein // Hey Stoopid 1991
No More Mr. Nice Guy // Billion Dollar Babies del 1973
Bed of Nails // Trash nel 1989
Raped and Freezin’ // Billion Dollar Babies del 1973
Fallen in Love // Paranormal del 2017.
Muscle of Love // Muscle of love 1973
I’m Eighteen // A Fistful of Alice 1997
Billion Dollar Babies // Billion Dollar Babies del 1973
Poison // A Fistful of Alice 1997
Roses on White Lace // Raise Your Fist and Yell 1987
Guitar Solo (Nita Strauss)
My Stars // School’s Out 1972
Devil’s Food // Welcome to My Nightmare 1975
Black Widow Jam (Black Juju bass parts played during drum solo)
Steven // Welcome to My Nightmare 1975
Dead Babies // Killer 1971
Escape // Welcome to My Nightmare 1975
Teenage Frankenstein // Constrictor 1986
Encore:
Under My Wheels // A Fistful of Alice 1997
School’s Out (With Lzzy Hale & snippets of Another Brick in the Wall by Pink Floyd)// A Fistful of Alice 1997



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