Paziente di 77 anni morì cadendo dal letto: a processo il medico curante

La morte del settantasettenne di Fravia che nel 2013 morì all’RSA Saudino di Ivrea potrebbe essere stata causata dalla negligenza del medico. E’ un’ipotesi al vaglio dei giudici che martedì 16 ottobre hanno aperto il processo a carico della dottoressa che lo aveva in cura.

I parenti si sono costituiti parte civili mentre per l’accusa ci sarà il viceprocuratore Chiara Molinari. Il giudice Elena Stoppini ha ascoltato i primi testimoni per ricostruire le cause dell’accaduto. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo.

Il caso.
L’uomo soffriva di uno stato di agitazione psicomotoria che comportava un eccesso di attività motoria. Dopo venti giorni dal ricovero l’anziano si trovava in un letto con sbarre evidentemente non sufficienti per garantire la sicurezza dell’uomo data la caduta che gli provocò la frattura del femore.
Il paziente, non potendo subire l’intervento a causa della sua condizione, morì dopo 4 giorni.

Per la procura la responsabilità sarebbe della dottoressa che, essendo a conoscenza della patologia dell’uomo, non avrebbe predisposto le dovute protezioni. I testimoni ascoltati martedì (il personale della struttura che soccorse l’uomo) hanno raccontato di aver trovato le sbarre protettive piegate.
I legali della dottoressa la ritengono incolpevole dell’accaduto essendo lei l’unico medico di base durante il periodo di ricovero dell’anziano. La prossima audizione del processo si terrà il 12 febbraio.



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