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Cultura

Il Comune di Torino vuole riorganizzare il Museo Nazionale del Cinema

Redazione Quotidiano Piemontese

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Rispondendo all’interpellanza generale in consiglio comunale sulla nomina del direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino l’assessora alla cultura Francesca Leon ha detto che l’amministrazione comunale sta studiando una riorganizzazione strutturale del Museo, una sorta di rifondazione che tra qualche mese verrà proposta al Comitato di gestione ed in seguito alla quale si potrà “definire quale sia la figura direttiva più utile alla gestione della futura Fondazione”.

Questo l’intervento integrale dell’assessora Leon

Il nocciolo della questione è il seguente: Il museo nazionale del Cinema è una delle istituzioni più importanti della Città, ma oggi è regolato da uno Statuto inadeguato rispetto alla complessità delle attività gestite.

La Città di Torino ritiene si debba lavorare a una revisione del modello organizzativo e di governance che dia risposte ai moltissimi problemi che oggi affliggono il Museo.

Le attività del Museo Nazionale del Cinema si sono ampliate negli anni senza che le sue regole di funzionamento siano sostanzialmente cambiate in ragione delle nuove esigenze che le nuove necessità hanno via via fatto emergere. Questa situazione caotica si ripercuote sul funzionamento del museo e delle sue attività e deve essere risolta in un percorso che prevede:

  • Assessment del personale, ovvero un’analisi dell’organizzazione fino alla definizione di un organigramma che ridisegni la catena del comando, le funzioni, le mansioni, le competenze;
  • La predisposizione e la messa in atto dei Regolamenti indispensabili per il corretto funzionamento della struttura dal punto di vista del personale, della trasparenza, degli affidamenti;
  • Verifica su bilanci e consistenza di debiti, crediti e patrimonio;
  • Valutazione circa l’attuale assetto delle attività attualmente gestite dalla Fondazione.

Tra qualche mese questo programma di lavoro sarà proposto al Comitato di gestione. Riteniamo che la sospensione della nomina di un direttore e l’attribuzione temporanea al conservatore capo dei poteri di ordinaria amministrazione, con il supporto del Segretario Generale di Regione Piemonte, permetterà di mettere mano all’attuale modello organizzativo e definire quale sia la figura direttiva più utile alla gestione della futura Fondazione.

Tra gli interventi dai banchi dell’opposizione il capogruppo Lo Russo ha accusato l’amministrazione di lottizzazione e di aver interferito in maniera scorretta nella procedura di nomina del direttore, la consigliera Chiara Foglietta ha denunciato di aver fatto richiesta di accesso agli atti ma di non averli mai ricevuti, il consigliere Fassino si è stupito che “che la Città si privi di Alberto Barbera e l’assessora non ritiene ringraziarlo per quello che Barbera ha rappresentato nel sistema del Museo del Cinema di Torino e nel sistema cinematografico italiano e internazionale. Barbera non è uno dei tanti esperti di cinematografia; è stato scelto come direttore del più prestigioso Festival internazionale del Cinema che si svolge a Venezia. Quel ruolo ha rappresentato per Torino un valore aggiunto. Grazie a quella esperienza a Torino si è costruito un sistema di festival che hanno arricchito il panorama cinematografico nazionale ed internazionale facendo di Torino una capitale della cinematografia. La verità è che ci si è voluti privare di Barbera sulla base di un pregiudizio, perché non c’è nessuna ragione di merito dal punto di vista dell’esperienza e della competenza che giustifichi la decisione di cambiare il direttore del Museo del Cinema. Chiunque sarà scelto non avrà, almeno in partenza, l’autorevolezza, la riconoscibilità e l’esperienza di Alberto Barbera che voglio ringraziare, al contrario della Giunta.”

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