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Piemonte

Juve-Blanc: il giorno dell’addio

Redazione Quotidiano Piemontese

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L’era di Monsieur Jean Claude Blanc alla Juventus, come anticipato ieri da Qp, è terminata oggi intorno all’ora di pranzo. E pochi tifosi juventini lo rimpiangeranno, anche se gli va reso atto di avere lavorato come si deve sulla questione stadio. Non per nulla l’uomo di Chambery resterà in società con uno speciale incarico legato allo stadio, ormai prossimo all’apertura, fino al 30 settembre prossimo. Oggi, però, l’uomo cui John Elkann aveva affidato le sorti della Juventus FC nei giorni immediatamente seguenti lo scoppio di calciopoli ha rimesso le proprie deleghe da Amministratore Delegato e rassegnato le dimissioni da Direttore Generale: Blanc era stato anche presidente della Juventus – dal 27 ottobre 2009, succedendo a Cobolli Gigli, al 18 maggio 2010 – prima che John Elkann e Andrea Agnelli decidessero di riportare all’interno della famiglia la gestione diretta della società. In pochi mesi, insomma, il francese è passato dal tutto al (quasi) niente ed è probabile che a partire da ottobre le strade si dividano in maniera definitiva.Detto che la questione stadio, le cui ricadute si toccheranno con mano negli anni a venire, è stata gestita in maniera assolutamente positiva, a Blanc i tifosi bianconeri imputano comunque una gestione dell’aspetto sportivo deficitaria. Prima che arrivassero Agnelli e Marotta, lui e l’allora ds Secco si sono resi protagonisti di una serie di scelte impopolari ed economicamente dannose: su tutte, l’acquisto di Poulsen per quasi 10 milioni e quello di Amauri per 23. Nessuno, in società o in ambienti vicino, a essa, ne parlerà mai male: ma è un fatto che sia stato lo stesso Agnelli a bocciarne l’operato appena entrato in società affiancandogli Marotta nella gestione dei numeri. E allora: va bene l’onore delle armi – leggi: stadio – però “grazie e arrivederci”.A proposito di numeri: a oggi il rossi di bilancio della Juventus FC ammonta a 43,4 milioni e a fine giugno supererà i 60. Il 23 di quel mese si riunirà un altro Cda che esaminerà e approverà le linee guida del nuovo Piano a medio termine – ovvero triennale -, compreso un aumento di capitale che si aggirerà intorno ai 100 milioni di euro.Domenico Latagliata

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