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AlessandriaCronaca

Muore due settimane dopo l’intervento: il cardiochirurgo imputato per omicidio colposo ad Alessandria

Il medico è accusato di presunti profili di negligenza, imprudenza e imperizia; si attende la data dell’udienza preliminare

Chiara Scerba

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ALESSANDRIA – Svolta giudiziaria nel caso della morte di Antonino Ciaccio, il 66enne deceduto il 14 febbraio 2023 due settimane dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento al cuore presso l’ospedale di Alessandria.

La Procura della Repubblica di Alessandria ha disposto il rinvio a giudizio per il cardiochirurgo Massimo Serra, con l’accusa di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria. Il medico è accusato di presunti profili di negligenza, imprudenza e imperizia.

L’accusa

Secondo l’impostazione dell’accusa, il sanitario avrebbe omesso di adottare un sistema di cerchiaggio sternale adeguato alle specifiche condizioni cliniche del paziente. Ciaccio, infatti, presentava importanti fattori di rischio pregressi (tra cui obesità severa, diabete mellito e broncopneumopatia cronica ostruttiva) che avrebbero aumentato sensibilmente il rischio di una riapertura o separazione dello sterno nel decorso post-operatorio.

Dal rigetto dell’archiviazione al processo

L’operazione chirurgica, eseguita il 30 gennaio 2023, prevedeva la plastica della valvola aortica e la sostituzione di un tratto dell’aorta ascendente. Nei giorni successivi all’intervento, l’anziano ha sviluppato una progressiva distasi dello sterno, che ha poi innescato complicanze, tra cui insufficienza respiratoria, shock cardiogeno, un infarto il 7 febbraio, fino all’arresto cardiaco fatale avvenuto una settimana dopo.

La Procura di Alessandria aveva inizialmente proposto la richiesta di archiviazione del procedimento a carico del medico. Tuttavia, il GIP del Tribunale di Alessandria ha respinto l’istanza e, ritenendo gli elementi raccolti idonei a sostenere l’accusa in giudizio, ha disposto l’imputazione coatta del cardiochirurgo con un’ordinanza datata 11 novembre 2025.

L’avvocato Fabrizio Maggiorelli del Foro di Genova, a difesa dei figli della vittima, così si è espresso:

«La decisione del Gip di respingere la richiesta di archiviazione e disporre l’imputazione coatta rappresenta un passaggio processuale particolarmente significativo», ha commentato. «Ora sarà il processo ad accertare le eventuali responsabilità, garantendo ai familiari della vittima il pieno esercizio dei loro diritti e il necessario approfondimento di tutti gli aspetti tecnici della vicenda.»

I familiari, che attendono ora la fissazione della data dell’udienza preliminare, valuteranno la costituzione di parte civile all’apertura del dibattimento penale.

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