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Expo 2015 sfida e opportunità per il Monferrato

Redazione Quotidiano Piemontese

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Si è svolto ieri mattina il convegno “Expo 2015: una sfida e tante opportunità per il Monferrato”. Nella sede della Camera di Commercio di Asti, Diana Bracco, presidente di Expo 2015, ha presentato le opportunità per il territorio astigiano, ma non solo, derivanti dall’indotto milanese Expo.

Tema dell’Expo universale, che si terrà a Milano, dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. La giornata informativa, promossa dai consorzi privati di operatori turistici “Asti e Monferrato” e “Langa-Astesana-Riviera”, si è incentrata sulle ricadute, ad ampio respiro, in termini turistici e di accoglienza, di cui i territori piemontese e ligure, così adiacenti a quello lombardo, possono beneficiare. A poca distanza da Milano, Asti, e la sua provincia, possono diventare un punto di appoggio per i visitatori. Una vetrina per il Monferrato astigiano per ottenere maggior visibilità, sia nel contesto dell’Expo, sia per farsi conoscere e apprezzare come territorio a forte vocazione turistica.

“L’Expo prevede 20 milioni di visitatori – commenta Bracco – di cui il 70% italiani e il restante 30 stranieri, oltre 130 paesi coinvolti, 60 aziende nazionali che possono accedere al sito per rendersi visibili ed essere presenti, quasi 12 miliardi di investimenti complessivi a livello urbano e regionale, soprattutto riguardanti la rete ferroviaria, metropolitana e stradale, 1,1 milioni di mq di area espositiva. Il mondo si muove sui grandi eventi, catalizzatori di forze economiche, scientifiche e sociali, per questo va sfruttata pienamente l’occasione che può generare lavoro per l’intera filiera agricola e industriale. Tutti possono essere coinvolti, sia ora in fase di preparazione, sia dopo come lascito dell’Expo, prima del successivo. Già 30 paesi hanno aderito all’evento, tra questi, Svizzera per prima, a seguire Germania, Turchia, Egitto, Giordania, Israele, Romania, Slovenia e l’Onu. Milano non potrà ospitare tutti i visitatori, per questo devono essere promossi dei pacchetti turistici in zone a meno di 3 ore di viaggio da Milano e l’individuazione di tali zone riguarda, soprattutto Piemonte e Lombardia. Abbiamo riscontrato 500mila posti letto a 90 minuti dall’area milanese con coinvolgimento di aziende del territorio e formazione professionale dei giovani”.

Il convegno ha risaltato la necessità di una collaborazione interprovinciale che vada dal Piemonte alla Liguria per fare fronte unico come promotori turistici.

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