Operazione anti-‘ndrangheta in Piemonte: iniziati gli interrogatori, quasi tutti tacciono

Dopo il blitz e i 150 arresti della maxioperazione Minotauro che hanno colpito duramente i vertici della ‘ndrangheta a Torino e in Piemonte, è il momento degli interrogatori e delle ulteriori indagini. Gli interrogatori si stanno svolgendo in tutto il Paese, infatti gli arrestati sono stati trasferiti in varie carceri italiane. A Torino, il gip (giudice per le indagini preliminari) Silvia Salvadori ha interrogato otto persone: quasi tutte si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Giovanni Catalano, fratello di Giuseppe, ritenuto il capo della locale dei sidernesi a Torino, è stato tra i pochi a rispondere dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti.

L’ex sindaco di Leinì, Nevio Coral, arrestato a Lione, ha accettato l’estradizione. Il suo avvocato lo descrive come profondamente scosso e sotto choc per le accuse di cui è oggetto. A breve verrà trasferito in Italia e verrà poi interrogato.

Dopo arrestati e indagati, verranno sentiti anche i politici che dalle documentazioni dell’inchiesta risultano avere avuto contatti con elementi di spicco della ‘ndrangheta sul territorio, per approfondire ed eventualmente chiarire i rapporti tra politica e organizzazione.