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Economia

Burgo via da San Mauro, il torinese perde un altro pezzo dell’industria cartaria

Davide Mazzocco

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Un altro grande nome dell’industria torinese sembra essere pronto a fare le valigie. La Burgo, il colosso cartario fondato nel 1905 da Luigi Burgo a Verzuolo (Cn), ha deciso nel piano industriale presentato lunedì scorso di operare un graduale smantellamento della sede amministrativa di San Mauro Torinese per trasferire l’attività alla sede di Altavilla Vicentina (Vi). Dal 2004, anno in cui era iniziato l’iter di fusione con la vicentina Marchi culminato nel 2007, la Burgo aveva mantenuto due sedi amministrative: quella legale in Veneto e quella secondaria nell’hinterland torinese. La decisione di spostare in Veneto l’amministrazione e di mantenere a Milano l’altra sede commerciale potrebbe costare il posto ai 150 impiegati di San Mauro.

“Lunedì scorso i vertici della sede di San Mauro Torinese hanno comunicato ai rappresentanti sindacali la decisione di chiudere la sede torinese nel giro di 18-24 mesi – spiega Adriana Dal Chiavon della Uil -. I lavoratori, però, non accetteranno passivamente questa situazione e noi cercheremo di mettere in campo tutte quante le nostre energie per evitare che il Piemonte perda un altro importante pezzo della sua storia industriale”. Lunedì 3 ottobre all’Unione Industriale i rappresentanti sindacali della Burgo incontreranno i rappresentanti regionali delle varie sigle sindacali per chiarire la situazione e imbastire un piano di salvaguardia dell’azienda.

Nessun problema per la sede di Verzuolo nella quale sono attive due linee di produzione che confezionano 540.000 tonnellate di carta l’anno. “La dirigenza ha sempre detto che lo stabilimento del cuneese è una delle quattro gambe dell’azienda” continua Dal Chiavon. Una decina d’anni fa, inoltre, lo stabilimento di Verzuolo è stato totalmente rinnovato con tecnologie all’avanguardia per una spesa complessiva di 500 milioni di euro.

La decisione della Burgo aggrava ulteriormente la situazione del settore cartario nella Provincia di Torino. La Cartiera di Germagnano (To) resta in cassa integrazione con una deroga che scadrà il prossimo 31 dicembre. Una ventina di contratti a tempo sono ormai scaduti, mentre a beneficiare della cassa integrazione restano 95 assunti a tempo indeterminato. Qualcosa, però, sembra si stia muovendo e all’inizio di settembre il liquidatore Eugenio Galini dello Studio Santacroce di Milano ha ricevuto alcune offerte tutt’ora al vaglio.

 

 

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