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“Dieta a colori”. Al Massaia si perde peso colorando l’alimentazione

Redazione Quotidiano Piemontese

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Che frutta e verdura facciano bene alla salute è risaputo, ma che anche i colori dei vari cibi che ingeriamo aiutino la prevenzione di malattie e obesità, è un’altra storia. E a raccontarla è l’Asl di Asti.

Lunedì 10 ottobre, alle 15, nella piazza interna dell’ospedale locale Cardinal Massaia, si terrà l’edizione 2011 di “Diamo il giusto peso: obesità e tumori”, nell’ambito della giornata mondiale obesity day. Giornata che ad Asti si svolge in collaborazione con la Lilt, lega italiana contro i tumori, dedicata ad imparare a nutrirsi bene, con gusto, con coscienza e con colore.

Ogni colore è, infatti dovuto alla presenza di sostanze cosiddette “phytochemicals” che, pur non avendo una funzione nutritiva vera e propria, costituiscono uno scudo per il nostro organismo. Giocare con i colori dei cibi, oltre a facilitare la perdita di peso, riduce anche, in maniera significativa, il rischio di tumori, diabete, patologie cardiache e altre malattie diffuse, tipiche del nostro tempo. Così gli ortaggi verdi ci forniscono la clorofilla, i pomodori il licopene, mentre i mirtilli apportano gli antociani.

La “dieta a colori” costituirà uno dei richiami dell’obesity day che la struttura di dietetica e nutrizione clinica del Massaia promuoverà. La conversazione con esperti e volontari sulla prevenzione del cancro attraverso una corretta alimentazione sarà aperta da Maria Luisa Amerio, primario di dietologia e nutrizione clinica, e Claudio Lanfranco, medico oncologo al Massaia e presidente provinciale della Lilt.

Le dietiste Annalisa Alessiato e Daniela Piccillo risponderanno alla domanda “Cosa bisognerebbe fare per mantenersi in salute?” partendo dalle linee guida del centro di ricerca internazionale sul cancro (WCRF). Sull’altro quesito dell’incontro, “Cosa si può fare per ridurre il rischio di malattia?”, porterà il proprio contributo Cristina Gavazza, referente lilt per “Diana5”, progetto sanitario per la cura delle recidive di cancro al seno, mentre alcune donne, partecipanti al medesimo progetto, racconteranno come hanno modificato la propria dieta dopo la scoperta della malattia.

Infine, illustrazione dei risultati di un’indagine campione, nell’ambito di Diana5, sulle modifiche dell’alimentazione. I dati sono stati raccolti attraverso un questionario, predisposto dalla struttura ospedaliera, costituito da cinque domande finalizzate a conoscere il consumo giornaliero di frutta e verdura, quello settimanale di carne rossa e pesce, prima e dopo la malattia, nonchè a valutare l’aumento o meno di peso dopo i 30 anni.

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