I misteri di casa Agnelli in un libro

Il prossimo 15 novembre, sono undici anni dalla morte di Edoardo Agnelli, caduto da un viadotto nei pressi di Fossano, sull’autostrada Torino-Savona. La morte venne da subito ritenuta un suicidio , anche se delle incongruenze dell’indagine condotta, hanno fatto crescere delle diverse possibili interpretazioni della vicenda. In questi giorni è uscito un libro di Antonio Parisi che cerca di riaprire la vicenda della morte di Edoardo Agnelli analizzando giornalisticamente i fatti accaduti e un’altra serie di eventi legati agli Agnelli come la fondazione della Fiat, l’acquisto del quotidiano «La Stampa», il suicidio di Giorgio Agnelli, lo scandalo di Lapo Elkann, la lite tra gli eredi per la successione all’Avvocato.

Per dieci anni fu lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, fosse stata svolta una regolare autopsia. Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare chi raccontava tutt’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta. “L’automobile di Edoardo non presentava impronte digitali, mentre il motore venne lasciato acceso e il portabagagli aperto. Ma, dico io, se ci si vuole suicidare si apre prima il portabagagli della propria macchina? Cosa c’era lì dentro?”  Un giornalista tenta oggi di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose. Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici, però, che riguardano la famiglia Agnelli. Passando dalla fondazione della Fiat all’acquisto del quotidiano «La Stampa», dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

 



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