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Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Mercedes Bresso contro la Regione Piemonte

Redazione Quotidiano Piemontese

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Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Mercedes Bresso contro la Regione Piemonte, nella persona del suo presidente Roberto Cota, rispetto alla validità delle elezioni del marzo 2010.  La questione era emersa il giorno dopo il risultato elettorale, imperniata sulla lista Pensionati per Cota. Il 2 maggio scorso si è pronunciata la Corte d’Appello di Torino che ha confermato il giudizio su Michele Giovine e Carlo Giovine, condannandoli rispettivamente  alla pena di anni due e mesi otto di reclusione e alla pena di anni due e mesi due di reclusione, in relazione ai reati di falso commessi nell’ambito delle operazioni di presentazione della lista Pensionati per Cota.

Enrico Piovano, legale di Mercedes Bresso, dopo avere letto il dispositivo della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha dichiarato: “A settembre potremo riaprire la causa attualmente sospesa presso il Tar del Piemonte. Sono molto soddisfatto  perché nella sentenza si afferma il principio dell’equivalenza tra querela di falso e giudizio penale. A questo punto, dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione sulla vicenda penale che riguarda i Giovine, potremo riprendere il giudizio che il Tar aveva sospeso. L’appello è stato respinto solo perché il giudice di primo grado non aveva esaurito il tema.
La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato quello che aspettavamo, confermando l’equivalenza fra l’accertamento civile e quello penale del falso. Ha però scelto di non decidere al posto del Tar, ma di rinviare a quel tribunale, che non si era ancora espresso perché attendeva l’esito del civile”. Così l’ex presidente del Piemonte Mercedes Bresso spiega la sentenza pronunciata dal secondo grado della giustizia amministrativa sulla elezioni regionali 2010. “Il processo civile – ha sottolineato Bresso in conferenza stampa con i suoi legali – è ancora alle prime battute, quindi la dichiarazione di equivalenza con il penale ci dice che possiamo sperare di arrivare a una conclusione in tempi ragionevoli”.
“Subito dopo la pausa estiva  chiederemo al Tar di pronunciarsi, e poiché è presumibile che questo deciderà di attendere il terzo grado del processo penale, dovremo aspettare il pronunciamento della Cassazione. Ci rivolgeremo quindi innanzitutto alla Cassazione, chiedendo di tenere conto dei tempi, che in materia elettorale sono fondamentali”.

Il presidente del Gruppo consiliare regionale del Pdl Luca Pedrale commenta la decisione pronunciata dal Consiglio di Stato depositata questa mattina: “Per l’ennesima volta l’assalto giudiziario della consigliera Bresso per cercare di sovvertire il risultato elettorale è fallito: il Consiglio di Stato ha respinto il suo ricorso.  E’ incredibile  come la consigliera Bresso insista in questo accanimento giudiziario nonostante le ripetute sconfitte già avute. Per noi la vicenda è chiusa e vogliamo, diversamente dalla Bresso, concentrarci sui problemi sociali ed economici del Piemonte. Dobbiamo occuparci, ad esempio, della pesante situazione debitoria lasciataci proprio dall’ex presidente Bresso, debiti che graveranno per parecchi anni sul portafoglio della popolazione della nostra regione. Come risulta dal dispositivo  il Consiglio di Stato non riconosce l’equivalenza tra il giudizio penale e il giudizio civile e rimanda al Tar l’approfondimento di questo argomento”.

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