Interrogati i capigruppo spendaccioni in Regione Piemonte: per Maurizio Lupi i videogiochi servivano per intrattenere figli durante le riunioni

Secondo Maurizio Lupi consigliere regionale del Piemonte dei Verdi Verd i videogiochi comprati con i soldi poi rimborsati dalla Regione Piemonte: “Servivano per intrattenere figli e nipoti durante le riunioni. Questa è la giustifcazione della spesa dei videogame a carico del gruppo formulata negli interrogatori al pm Enrica Gabetta. L’interrogatorio di Lupi, indagato per peculato insieme ad altri tre consiglieri e capigruppo in Regione nell’inchiesta sui rimborsi delle formazioni in Consiglio regionale, è durato circa quattro ore in cui il politico ha dato spiegazioni sugli scontrini da giustificare per spese per 74mila euro compresi bar e ristoranti, videogiochi, solarium e ferramenta ma soprattutto 20 mila euro per biglietti ferroviari su tratte definite dagli inquirenti schizofreniche, spesso di sola andata. Lupi si giustifica acrobaticamente: “Per noi ambientalisti spostarsi in treno è un valore. Ci spostiamo in tutta la Regione e anche fuori, per entrare in contatto con le buone pratiche di altre regioni. Per il solarium Lupi ammette che qualcosa non quadri:  “mi sono scusato per il colpevole inserimento di quello scontrino, non sono come ci sia finito”.

L’interrogatorio di Andrea Stara, consigliere regionale della lista Insieme per Bresso è durato due ore. Accompagnato dall’avvocato Antonio Rossomando, ha detto al pm Enrica Gabetta di “non aver utilizzato denaro per spese a titolo personale” e ha consegnato una memoria in cui giustifica alcune voci che gli sono state contestate: “Valuterò le singole voci  soltanto dopo aver preso visione di tutti gli scontrini. In linea di massima si tratta di spese per collaboratori di cui abbiamo dato le nostre giustificazioni in quanto sono riconducibili al ruolo istituzionale che ricopro. Credo  che rispondere ai magistrati sia un dovere. La radiografia del mio stile di vita e dei miei beni, visto che pago il mutuo per la casa e ho una vettura che ha più di 10 anni, dimostra che non ho utilizzato un euro delle spese del gruppo per le mie spese private. Quando ho visto che accuse che mi sono state rivolte sono caduto dalle nuvole”.
Stara ha spiegato che il frigorifero e i vasi acquistati si trovano effettivamente nella sede del gruppo consiliare mentre non si sa spiegare chi abbia acquistato e dove sia finito un tosaerba. A proposito dei volantini finanziati per la campagna elettorale di Piero Fassino alle ultime Comunali, ha detto di aver agito “pensando che si trattasse di una spesa lecita”, e sulla ricevuta di un ingresso ad un bagno turco che si trattava “di un centro culturale utilizzato per l’incarico istituzionale”.

Michele Giovine, consigliere regionale della lista Pensionati per Cota  si è avvalso della facoltà di non rispondere assistito dagli avv. Renzo Capelletto e Giovanni Nigra.