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Alessandria

Fonti rinnovabili: 57mila impiantisti rischiano il lavoro per una nuova legge

Redazione Quotidiano Piemontese

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Pierangelo Binello

Pierangelo Binello

Alla disoccupazione, già elevata, si aggiunge ulteriore disoccupazione. Questo è l’allarme lanciato da Confartigianato. Dal prossimo 1 agosto, infatti potrebbero trovarsi senza lavoro molti dei 57mila installatori di impianti che operano nel settore dell’energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico, a biomasse, solare termico, pompe di calore e geotermia. Tutto dipende dal decreto legislativo 28/11 che recepisce una direttiva europea e impone, quale requisito per poter effettuare interventi di installazione nel settore delle rinnovabili, percorsi di qualificazione professionale per i responsabili tecnici delle aziende (titolari e dipendenti), ma se per i laureati e i diplomati agli istituti tecnici, la legge non prevede obblighi di formazione, e per i diplomati di scuola professionale impone un corso di 80 ore, non c’è alcun riferimento a titolari e dipendenti in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo e dell’esperienza maturata in anni di lavoro.Si tratta di una disposizione assurda, inaccettabile e discriminatoria denuncia Pierangelo Binello, presidente di Confartigianato impianti regionale – che impedisce di lavorare a migliaia di imprenditori che da anni svolgono con competenza la propria attività. Soprattutto in questo momento di crisi, una norma come questa si abbatte come una mannaia sulle imprese e sui lavoratori del settore installazione impianti. Tutto il contrario di quanto servirebbe sia per favorire l’occupazione sia per contribuire a sviluppare il settore delle energie rinnovabili”.

energie-rinnovabili-solare-pannelli1Confartigianato impianti è intervenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare la modifica della legge “che – conclude Binello – presenta profili di incostituzionalità poiché crea una barriera ingiustificata all’attività imprenditoriale, finendo per estromettere dal mercato migliaia di aziende. Chiediamo che nel decreto legislativo vengano salvaguardati i diritti acquisiti (previsti dal Decreto Ministeriale 37/08) degli installatori di impianti, non laureati o diplomati, che operano da anni sul mercato. Siamo pronti a far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali per difendere il diritto dei nostri imprenditori a lavorare”.

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