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Il Movimento 5 Stelle lancia sabato 7 dicembre una raccolta firme per mandare a casa il Consiglio Regionale del Piemonte

Redazione Quotidiano Piemontese

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cotacasaLa Spesopoli piemontese arriva anche sul blog di Beppe Grillo, mentre il Movimento 5 Stelle piemontese prepara per sabato 7 dicembre dalle 14.30 in Piazza Castello a Torino una raccolta firme che si allargherà in tutta la Regione, per terminare a gennaio con una grande manifestazione popolare per: “dire che di Cota e Bresso, Pd e Pdl ne abbiamo le scatole piene e vogliamo cambiare”. Scrive il blog di Grillo

Continuano le rivelazioni sulle richieste di rimborsi effettuate da Cota, presidente della Regione Piemonte. In rete sono apparsi, anche se per poco tempo, pure i verbali di deposizione di Cota in data 11 gennaio e 16 aprile 2013. Gustosissime le dichiarazioni di Cota: innanzitutto ha messo a verbale a gennaio che “non può permanere in carica anche solo con l’ombra di un avviso di garanzia“. Peccato che l’avviso di garanzia l’abbia ricevuto e pure la notifica di fine indagine che presuppone il rinvio a giudizio e che a fare dietrofront non ci pensi nemmeno. Ad aprile prova a giustificare meglio: prima dice che “non riceve rimborsi chilometrici in busta paga“, quando è noto a tutti che i consiglieri regionali e il Presidente di Giunta (che è anche consigliere) prendevano fino al 31 dicembre 2012 rimborsi chilometrici forfettari pari a 1.500 € e rimborsi chilometrici per il doppio della distanza tra la residenza e la sede dell’attività istituzionale. Poi afferma che i gruppi consiliari sarebbero emanazioni dei partiti e quindi potrebbero spendere i soldi del funzionamento per attività politica, quando la legge sancisce che possono essere spesi solo per attività istituzionali. E non per il regalo di nozze (4.000 € di un vassoio d’argento) per l’Assessore Coppola o il Consigliere comunale Magliano, tanto meno per regalie ai battesimi di bambini piemontesi. Dichiara inoltre, in un italiano stentato, che i “fondi dei gruppi…sono già spesi tanto che se non impiegati non tornano più indietro“. Falso, a fine legislatura ritornano nelle casse della Regione Piemonte. Infine dichiara per 115 (!) volte che scontrini a lui attribuiti non corrisponderebbero a sue spese in quanto lui non sarebbe stato neanche fisicamente presente nel luogo e all’ora in cui dette ricevute sono state emesse. Peccato che le ricerche dei PM avrebbero riscontrato dalle celle telefoniche la sua presenza in loco. Una, due volte può succedere di sbagliarsi, 115 no. Cota mente, evidentemente. Cota resta attaccato alla poltrona con le unghie e con i denti, lamentando la solita campagna di attacco alle istituzioni e alla democrazia da parte dei giornali di sinistra e di fantomatiche lobbies (!). Si dice che voglia tirare fino alle europee dove spera di avere un posto sicuro per poi dimettersi. Bisogna quindi levare alta una voce per far sì che questo Consiglio degli scandali si dimetta e si vada al più presto alle elezioni, per mandarli tutti a casa.

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