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Falsità ideologica, truffa aggravata e circonvenzione di incapace. Denunciate tre persone tra cui la direttrice di un ufficio delle Poste

Redazione Quotidiano Piemontese

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finanzaLe fiamme gialle di Mondovì hanno denunciato un pregiudicato, un tassista e un ex-dipendente delle Poste, tutti residenti nel cuneese e tutti per le stesse ipotesi di reati: falsità ideologica, truffa aggragata e circonvenzione di incapace. Dalle indagini condotte dai militari della tenenza di Mondovì, partite a seguito di una segnalazione presentata da un marito preoccupato dalla condotta della moglie, risulterebbe che quest’ultima abbia dissipato una quota significativa di un’ingente eredità, a favore di due persone. Una, a fronte di alcuni servizi di trascurabile entità, ad esempio, l’accompagnamento dei figli a scuola e l’acquisto di generi alimentari, e l’altra, un genovese con precedenti penali, al quale la donna, all’insaputa del marito, avrebbe consegnato l’originale dell’atto di proprietà di un proprio immobile.

Gli approfondimenti dei finanzieri hanno portato alla luce anche ulteriori illeciti in capo ad uno dei due truffatori che avrebbe ricevuto 60mila euro da investire in attività postali. Cifra di cui le vittime, dipendenti delle Poste, non hanno più avuto riscontro. Nella faccenda, pare sia coinvolta la direttrice dell’ufficio postale certificando il falso in atti e disponendo di un conto corrente postale intestato ad un soggetto terzo. Ora i denunciati devono giustificare le rispettive posizioni in sede giudiziaria.

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