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Bufala su Facebook scatena la denuncia per diffamazione

Redazione Quotidiano Piemontese

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facebookUn tempo tutto quello “diceva la tv” era vero, considerato come oro colato. Oggi, stessa storia se lo dice internet, meglio ancora Facebook e così le bufale, anche quelle più o meno evidenti, passano per dogmi. Una utente di Facebook, forse per uno scherzo agli amici, ha scritto sul suo profilo pubblico che un amico, dopo aver cenato in un ristorante cinese della zona di Vigevano, non molto distante dal Piemonte, è finito all’ospedale per aver ingerito un microchip canino. Uno di quelli che vengono inseriti sotto cute agli animali per il loro riconoscimento e identificazione. Non solo, l’utente ha anche postato una serie di informazioni secondo cui il famigerato amico era stato sottoposto, d’urgenza, ad una lavanda gastrica. Niente di questo, però è risultato vero alla verifica dei carabinieri di Vigevano e la 32enne utente di Facebook è stata denunciata per diffamazione aggravata a mezzo internet. Querelata dal proprietario del ristorante in questione che, a causa dei post della ragazza, ha subito un danno in termini di clienti persi ed è stato preso di mira da animalisti, giornalisti e clienti indignati che, dalle descrizioni su Facebook, hanno identificato il locale. Una bufala. Soltanto una bufala eppure molti hanno creduto alla giovane. 

 

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