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Ambiente

Nuovo allarme per i cinghiali radioattivi in Valsesia per il disastro di Chernobyl

Redazione Quotidiano Piemontese

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cinghiali-radioattiviDurante un incontro al Sermig su caccia e cacciagione, tutela della salute del  consumatore e salvaguardia di fauna e ambiente organizzato dall‘Istituto Zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è stato presentato uno studio che analizza i dati relativi alle alle tracce di cesio 137 presenti nei cinghiali. L’attività è iniziata nel marzo del 2013, quando in animali selvatici furono riscontrati tassi di radioattività molto alti, diretta conseguenza dell’incidente nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986 che aveva provocato una nube radioattiva su tutta Europa. L’‘Istituto Zooprofilattico sperimentale ha analizzato analizzato 1.441 campioni in cui sono stati individuati 166 cinghiali con alta radioattività che provengono tutti dalla provincia del Verbano-Cusio-Ossola,, e in particolare dalla Valsesia. Secondo Maria Caramelli direttore dell’istituto l’Unione Europea ha stabilito che i livelli massimi di radioattività nei selvatici non devono superare i 600 bequerel per chilogrammo di peso. Nei nostri laboratori è emersa una concentrazione di Cesio 137 significativamente superiore in oltre il 10% dei campioni esaminati. La nube tossica, transitò sulle regioni del Nord del nostro Paese. In Valsesia le ricadute radioattive furono particolarmente intense per la pioggia che cadde in quel periodo. Carcasse di selvatici provenienti da altre aree del Piemonte non hanno rivelato alcuna contaminazione”.

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