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Dal Tar ultimatum a Torino: ”Attivarsi per il trasporto disabili, vi diamo sei mesi di tempo”

Redazione Quotidiano Piemontese

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tram-15-gttLa lunga battaglia fra il Comune di Torino e diverse associazioni di portatori di handicap era nata nel 2012 dopo il taglio dei “buoni-taxi” da parte dell’amministrazione cittadina; ora, il Tar del Piemonte ha chiuso la vicenda, paradossalmente dando ragione a Palazzo Civico sui taxi ma al tempo stesso scoperchiando un vaso di Pandora pieno di inadempienze che riguarda praticamente tutto il resto del trasporto pubblico locale. Nulla da ridire sul primo punto: la città ha tagliato proporzionalmente alla diminuzione di risorse, e anche il provvedimento con il quale erano stati tolti i minibus a chi usufruisce di un parcheggio riservato sotto casa è stato giudicato legittimo.

Male tutto il resto. Male la quantità di autobus attrezzati, male i tram, male le indicazioni audiovisive, male. E ora il Tribunale ha concesso a Fassino appena sei mesi di tempo per l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’adeguamento del servizio alle esigenze dei disabili. Al Comune viene imputato di aver preso un generico “impegno” senza avere mai indicato strategie precise. E così, oggi solo il 58% dei bus ha il pianale ribassato (senza scalini) per permettere l’ingresso delle carrozzelle, per esempio. Solo il 37% è dotato di sistemi che diano indicazioni sulle fermate a non udenti e non vedenti. E così si continua, con una serie di “bacchettate” che costringeranno la città a intervenire. Non solo ad annunciare di volerlo fare.

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