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Cronaca

Perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi della Fiat Basket e dei suoi dirigenti. Sequestrati documenti

Redazione Quotidiano Piemontese

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La Guardia di Finanza è intervenuta con perquisizioni al PalaVela, nella sede dell’Auxilium Torino sequestrando documenti negli uffici di via Ventimiglia, a Ivrea, Caluso, Mazzé e fuori regione.

I documenti riguardano la situazione debitoria dell’Auxiulium i cui debiti ammontano a quasi tre milioni di euro.

Il PM Ciro Santoruiello sta indagando i vertici dell’Auxiulium per frode fiscale e indebite compensazioni. Nel registro degli indagati sono finiti Massimo Feira, Antonio Forni e Massimo Actis. Anche altri membri del consiglio di amministrazione sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati.

Parallelamente Parcolimpico S.r.l. ha allontanato il personale tecnico e amministrativo dai locali del Palavela, richiedendo loro anche lo sgombero di tutte le aree, dalle sale meeting, alle palestre, agli spogliatoi.

Il Comunicato stampa di Parcolimpico S.r.l.

Parcolimpico S.r.l., infatti, gestore dell’impianto, a fronte dei perduranti e significativi inadempimenti della società di basket, si è vista costretta ad allontanare questa settimana il personale tecnico e amministrativo dai locali del Palavela, richiedendo loro lo sgombero di tutte le aree, dalle sale meeting, alle palestre, agli spogliatoi.

Questo l’epilogo amaro di un progetto che Parcolimpico aveva costruito con l’intento di una durata almeno quinquennale, riconoscendo nell’interlocutore Auxilium, nei suoi proprietari e nei suoi amministratori, una realtà sportiva emergente e molto seguita nella nostra città, fresca del primo alloro nazionale, la Coppa Italia di poco più di un anno fa, e della frequentazione stabile dei palcoscenici rappresentati dalle coppe europee, nonché una azienda intenzionata a crescere ulteriormente in termini di pubblico, marketing, sponsorizzazioni.

Le recenti cronache, sportive e non, hanno purtroppo smascherato nell’ultimo mese uno stato di fatto completamente diverso, con una proprietà in fuga da lungo tempo dalle proprie responsabilità e una conduzione aziendale attualmente all’esame degli organi di controllo preposti, stando a quanto emerso dai media e soprattutto dai provvedimenti disciplinari della giustizia sportiva (fermo il beneficio di sospensiva di giudizio dovuto in attesa dell’esito dei ricorsi che Auxilium ha presentato).

Parcolimpico ha creduto fermamente in un progetto che presentava tutte le credenziali di un percorso di successo, e ha investito di conseguenza nel Palavela quanto necessario per permettere lo svolgimento delle partite di basket professionistico.

Parcolimpico ha continuato a sostenere il progetto nei momenti più incerti della stagione trascorsa, anche a proprio discapito, pur vedendo crescere da gennaio in avanti la propria esposizione, per non rischiare di togliere definitivamente respiro a una società che sembrava in corso di trasformazione, per non mortificare la passione di migliaia di tifosi abbonati e appassionati, per non essere la causa di un devastante e controproducente effetto mediatico e sportivo che avrebbe di fatto danneggiato tutti, compresa la nostra Città.

Tutto è stato inutile, alla prova dei fatti, e la delusione e il disappunto per tutto questo sono esponenzialmente accresciute dalla considerazione che le continue rassicurazioni e dichiarazioni di ottimismo ricevute dall’interno dell’AUXILIUM anche nel momento in cui di fatto era già una “barca” abbandonata dal proprio comandante che stava andando a disintegrarsi sugli scogli, ci abbiano impedito di conoscere la reale situazione e di fare le giuste scelte aziendali.

Sicuramente abbiamo già avviato tutte le azioni necessarie alla nostra tutela, dal recupero del credito alla verifica con i nostri legali di eventuali ulteriori azioni di responsabilità specifica su singole persone.

Probabilmente l’imminente evidenza di irreversibilità della crisi societaria di Auxilium renderà inefficaci alcune di queste azioni, ma al di là di questo il rimpianto maggiore sta proprio nel fatto di essere stati messi nelle condizioni di credere e dare fiducia a un progetto che era già inconsistente prima di cominciare.

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