Perquisizioni in tutta Italia per gli iscritti alla chat No Vax e No Green Pass Basta Dittatura

La Digos di Torino, diretta da Carlo Ambra, e la polizia Postale piemontese diretta da Fabiola Silvestri stanno eseguendo in queste ore 17 decreti di perquisizione, in diverse città d’Italia, nei confronti di attivisti No Vax e No Green Pass che erano iscritti alla chat Telegram Basta Dittatura, poi oscurata.

Le accuse sono istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e istigazione a disobbedire le leggi i reati contestati.

L’operazione è stata realizzata a seguito delle indagini svolte sotto la direzione dei magistrati specializzati della Procura della Repubblica di Torino, gruppo terrorismo ed eversione.

Le complesse attività che ne sono conseguite, svolte congiuntamente dalla Polizia Postale e dalla DIGOS di Torino, sono state condotte per diverse settimane monitorando h 24 il canale divenuto polo principale nell’organizzazione di proteste violente su tutto il territorio nazionale.

“Basta Dittatura” negli scorsi mesi aveva raccolto decine di migliaia di iscritti, risultando essere il nodo di collegamento con tutti i principali spazi web di protesta, degradata via via in un persistente incitamento all’odio ed alla commissione di gravi delitti; la propagazione virale dei messaggi ha determinato inoltre consistenti disagi nella gestione dell’ordine e sicurezza pubblica delle piazze.

Gli indagati avevano partecipato alla chat istigando sistematicamente all’utilizzo delle armi ed a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Draghi; obbiettivi ricorrenti sono stati inoltre le forze dell’ordine, medici, scienziati, giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di “asservimento” e “collaborazionismo” con la “dittatura” in atto. Presa costantemente di mira con pesanti insulti anche tutta quella parte di popolazione che, vaccinandosi e osservando le regole di protezione personale, ha accettato di rendersi “schiava” dello Stato.

Molti dei perquisiti risultavano già noti alle FF.OO sia per aver aderito a posizioni estremiste sia per precedenti reati quali resistenza a p.u, furto, rapina, estorsione ed in materia di stupefacenti. Tra gli indagati figurano però anche soggetti incensurati caduti nella spirale dell’odio online.

I contenuti e i toni sono risultati esasperati, con riferimenti espliciti a “impiccagioni”, “fucilazioni”, “gambizzazioni”, oltre ad allusioni dirette a “nuove marce su Roma” ed al terrorismo; tra gli identificati anche soggetti che avevano promosso blocchi autostradali e ferroviari nonché attivisti resisi protagonisti di aggressioni di piazza alle forze dell’ordine impiegate per i servizi di o.p.

16 le città coinvolte nell’operazione tra cui Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino, Varese con la partecipazione diretta dei Compartimenti Polizia Postale e delle Digos territoriali, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Le responsabilità dei 17 indagati verranno approfondite dall’Autorità Giudiziaria competente che ha ravvisato i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici nonché di istigazione a disobbedire le leggi.



In questo articolo: