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All’Asl di Cuneo 50 pazienti oncologici hanno sperimentato la realtà virtuale in sala operatoria

Il progetto, che impiega i visori su pazienti oncologici durante l’impianto di accessi venosi totalmente impiantati (PORT), ha dato risultati confortanti

Marco Lovisolo

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CUNEO – Innovativo progetto di umanizzazione delle cure all’Asl di Cuneo. Al fine di preservare la dignità e il benessere psicofisico dei pazienti oncologici, l’Asl Cn1 ha avviato uno studio sull’impiego della realtà virtuale durante l’impianto di accessi venosi totalmente impiantati (PORT). Grazie a questo progetto multidisciplinare, condotto da Paolo Guffanti e Agnese Pizzorno della struttura di Terapia antalgica e Gestione accessi venosi centrali, si realizza un’esperienza multisensoriale che favorisce il rilassamento e riduce lo stress delle persone assistite sottoposte ad impianto o rimozione di un catetere venoso a lungo termine.

Gli effetti benefici dell'”immersione” visibili nei parametri vitali

Allo studio hanno aderito 50 pazienti oncologici (29 donne e 21 uomini) che, firmando il consenso al posizionamento di un visore per realtà virtuale, durante la procedura di impianto sono stati immersi in ambienti digitali. La selezione dei contenuti mirava alla distrazione cognitiva attraverso scenari differenti: vedute marine, paesaggi al crepuscolo, voli di mongolfiere e navigazione nell’universo.

Direttamente in sala operatoria, sono stati rilevati i parametri vitali di questi pazienti, 5 minuti prima e 5 minuti dopo il posizionamento del visore (e comunque prima dell’inizio dell’intervento). In questo intervallo di tempo si è verificata una normalizzazione dei parametri: una diminuzione media della pressione sistolica e diastolica del 3% circa e una diminuzione media della frequenza cardiaca del 5% circa. Oltre all’aspetto clinico, quasi tutti i pazienti hanno giudicato positivamente l’utilizzo della realtà virtuale durante l’intervento: 48 pazienti hanno riferito un’esperienza superiore in termini di comfort rispetto a precedenti procedure invasive e 49 pazienti consiglierebbero ad altri l’utilizzo del visore per l’impianto di un catetere vascolare.

Un valore aggiunto

L’utilizzo della realtà virtuale non è essenziale per la riuscita dell’intervento e non ne migliora l’esecuzione, ma rappresenta un valore aggiunto che umanizza e migliora significativamente l’esperienza del paziente rispetto all’impianto dell’accesso venoso, ultimo step prima dell’inizio della terapia oncologica. L’integrazione di queste tecnologie, su cui l’ASL CN1 sta attivamente investendo, consente una parziale “de-medicalizzazione” dell’esperienza vissuta dal paziente.

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