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Novi Ligure: inaugurata al San Giacomo la “Stanza Panta Rei” per pazienti fragili e fine vita

L’area protetta garantisce a pazienti e familiari uno spazio riparato dal flusso delle emergenze

Chiara Scerba

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NOVI LIGURE – Inaugurata la nuova stanza protetta “Panta Rei” presso il presidio ospedaliero San Giacomo di Novi Ligure, uno spazio, inserito all’interno della struttura complessa di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza (Mecau),  volto a umanizzare le cure.

Nata da un’idea della direttrice della Mecau di Novi Ligure, la dottoressa Roberta Virtuani, la stanza è stata progettata per accogliere i pazienti con gravi vulnerabilità cliniche, psicologiche o cognitive, offrendo dignità, intimità e un adeguato supporto relazionale nel delicatissimo momento del fine vita o nelle fasi più acute e avanzate della malattia.

Un’area protetta contro la frenesia del Pronto Soccorso

La vera innovazione del progetto risiede nell’ambiente protetto e isolato ricavato all’interno di un contesto ad alta intensità assistenziale e strutturalmente frenetico come il Pronto Soccorso. L’area agevola il coinvolgimento e il pernottamento dei familiari, garantendo loro uno spazio intimo e riparato dal flusso delle emergenze.

L’allestimento e le opere murarie sono stati resi possibili grazie alla generosa donazione della società novese Curtis Nova Consulting S.r.l., guidata dal presidente Giovanni Castellani. L’impatto visivo della stanza è arricchito da un imponente rivestimento a parete e da un allestimento fotografico realizzati con materiali tecnici certificati, le cui immagini d’arte sono state gentilmente concesse dal professor Pietro Ruffini.

L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, presente alla cerimonia, ha voluto ribadire la centralità dell’opera: “Questo progetto risponde perfettamente alle linee programmatiche piemontesi in tema di accoglienza e continuità assistenziale, integrando la gestione clinica con il benessere emotivo e psicologico dei pazienti. Strutture come questa restituiscono dignità ai momenti più difficili e tracciano la strada per il futuro dei nostri ospedali”.

A fargli eco sono state le parole di Francesco Marchitelli, direttore generale dell’Asl Al, che ha evidenziato l’obiettivo di “ridurre le distanze tra medici e cittadini, migliorando la qualità percepita delle cure e azzerando la freddezza dei setting ospedalieri tradizionali”.

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