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Consiglio regionale sospeso sul caso delle parole del presidente Nicco nel post sul senatore Silvestro

Il presidente del Consiglio regionale aveva cercato di difendere dalla gogna mediatica il senatore di Forza Italia, denunciato per violenza sessuale

Marco Lovisolo

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TORINO – È stata a lungo sospesa la seduta “bollente” di oggi del Consiglio regionale del Piemonte. Gli animi si sono infiammati sul caso Davide Nicco, il presidente dell’assemblea. Ieri, in un suo post sui social, Nicco aveva parlato della denuncia di violenza sessuale che ha coinvolto il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, scrivendo che non sapeva se l’accusa fosse vera o falsa e che prima di fare del senatore un mostro sarebbero state necessarie le prove. Il presidente aveva messo in guardia dalla scusa della lotta al “patriarcato”, per mezzo della quale certe accuse vengono presentate come una quasi-sentenza, tranne poi magari scoprire che le cose erano diverse. Il post di Nicco si era aperto con un consiglio che gli aveva dato “Pollone, mio predecessore da sindaco”: «Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, se sei solo lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai».

Parole che hanno generato un botta e risposta ieri e oggi in Consiglio hanno portato i gruppi di minoranza a chiedere le scuse. Nicco però ha replicato, come fatto anche in un post successivo: «Proprio perché ricopro una carica pubblica, oggi in Consiglio Regionale, prima come sindaco, ho sempre cercato di agire con la massima prudenza, trasparenza e correttezza» – ha chiarito Nicco in aula, riferendosi al passaggio in cui ha affermato di tenere sempre la porta aperta durante un ricevimento con una donna – «Non ho detto che la donna denunciante non abbia ragione e non ho espresso alcun giudizio sul caso specifico». Il presidente del Consiglio regionale ha anche denunciato il modo fuorviante e capzioso con cui sono state interpretate e riportate le sue parole.

Le parole di chiarimento hanno però acceso ulteriormente la minoranza, con le capogruppo Alice Ravinale (AVS), Sarah Disabato (M5S), Gianna Pentenero (PD) e Vittoria Nallo (SUE) hanno discusso fuori microfono con il capogruppo Carlo Riva Vercellotti (FdI). Lo scontro ha portato alla sospensione della seduta, richiesta da Ravinale. Il consesso ha ripreso i lavori pochi minuti fa.

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