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Grandine e supercella sul Canavese: danni a mais, cereali e vigneti. Confagricoltura: “Eventi estremi sempre più frequenti”

Le aree maggiormente interessate dal maltempo sono state Rivarolo Canavese, Ozegna, Castellamonte, Agliè, San Giorgio Canavese, Cuorgnè, Strambino, Romano Canavese, Ivrea e Azeglio

Gabriele Farina

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TORINO – La violenta grandinata accompagnata da una supercella temporalesca che ha colpito nella serata di ieri diversi comuni del Canavese ha provocato danni diffusi alle coltivazioni agricole e riacceso l’allarme per gli effetti del cambiamento climatico sul comparto primario.

Le aree maggiormente interessate dal maltempo sono state Rivarolo Canavese, Ozegna, Castellamonte, Agliè, San Giorgio Canavese, Cuorgnè, Strambino, Romano Canavese, Ivrea e Azeglio, dove i primi sopralluoghi effettuati dalle aziende agricole hanno evidenziato situazioni critiche soprattutto nelle zone raggiunte dai chicchi di grandine di dimensioni maggiori.

I danni alle colture

Tra le colture più colpite figura il mais. In alcuni appezzamenti la violenza dell’evento atmosferico ha compromesso le giovani piante in modo tale da rendere necessaria la risemina, con conseguenti costi aggiuntivi e ritardi nella programmazione delle attività aziendali.

Danni sono stati segnalati anche ai cereali autunno-vernini, in particolare orzo e frumento, ormai prossimi alla raccolta. Le perdite produttive dovranno essere quantificate con maggiore precisione nei prossimi giorni, ma le prime valutazioni fanno temere ripercussioni significative sui raccolti.

Cresce inoltre la preoccupazione per i vigneti. Le condizioni climatiche della primavera hanno infatti favorito un marcato anticipo dello sviluppo vegetativo rispetto alla media stagionale. Molte vigne si trovano già nella delicata fase dell’allegagione avanzata, con gli acini già formati. In questo momento del ciclo produttivo, la grandine può provocare lesioni ai grappoli, favorire l’insorgenza di malattie fungine e compromettere non solo la quantità, ma anche la qualità delle future produzioni.

La seconda grandinata in una settimana

«Siamo di fronte alla seconda grandinata di forte intensità che nel giro di pochi giorni colpisce la parte orientale della provincia di Torino. Il 2 giugno un altro violento temporale aveva interessato il Chivassese provocando danni significativi alle coltivazioni», sottolinea il presidente di Confagricoltura Torino, Gian Luigi Orsolani.

«Questi eventi – aggiunge – confermano come i fenomeni meteorologici estremi stiano diventando sempre più frequenti e concentrati. L’agricoltura è tra i settori maggiormente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici e le imprese si trovano ad affrontare rischi crescenti che incidono direttamente sul reddito aziendale e sulla programmazione produttiva».

Le verifiche

I tecnici di Confagricoltura Torino sono già al lavoro sul territorio per effettuare le verifiche necessarie a valutare l’entità complessiva dei danni. L’organizzazione invita inoltre tutte le aziende agricole colpite a segnalare tempestivamente le conseguenze del maltempo ai rispettivi Comuni. Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire agli enti locali di raccogliere la documentazione necessaria all’eventuale avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

A pochi giorni dal precedente episodio che aveva interessato il Chivassese, il nuovo violento evento meteorologico conferma la crescente vulnerabilità del settore agricolo piemontese di fronte a fenomeni estremi sempre più intensi e ravvicinati nel tempo.

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