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Novant’anni di Topolino: Torino torna indietro nel tempo con il grande raduno internazionale della Fiat che ha cambiato l’Italia

La Topolino è è il simbolo di un’Italia che ha saputo ripartire, reinventarsi e mettersi in viaggio verso il futuro senza dimenticare le proprie radici

Gabriele Farina

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TORINO – Ci sono automobili che sono semplici mezzi di trasporto. E poi ci sono quelle che diventano parte della memoria collettiva di un Paese. La Fiat 500 Topolino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Piccola, essenziale, amata da generazioni di italiani, quest’anno spegne novanta candeline e torna a casa: a Torino, la città dove tutto ebbe inizio.

Il grande raduno internazionale

Dall’11 al 14 giugno il capoluogo piemontese ospita infatti un grande raduno internazionale dedicato alla vettura simbolo dell’Italia che si rialzava dopo la guerra. Oltre 130 equipaggi provenienti da tutta Europa, e persino da luoghi lontanissimi come la Scandinavia e la Nuova Zelanda, raggiungeranno la città della Fiat per celebrare uno dei modelli più iconici della storia dell’automobile.

Organizzato dal Topolino Autoclub Italia, federato ASI dal 1989, l’evento coincide con i novant’anni dalla presentazione ufficiale della vettura, avvenuta il 15 giugno 1936. Una ricorrenza che si inserisce anche nel calendario dei 60 anni dell’Automotoclub Storico Italiano e che riporta sotto i riflettori un’auto capace di raccontare un pezzo importante dell’identità nazionale.

La storia della Topolino

La Topolino non fu soltanto una macchina. Costruita dal giugno 1936 al gennaio 1955 in oltre 520 mila esemplari, accompagnò milioni di italiani attraverso anni difficili e di grandi trasformazioni. Fu la vettura della ricostruzione, del lavoro, delle prime vacanze in famiglia e della mobilità resa finalmente accessibile. Per decenni la sua sagoma inconfondibile ha popolato le strade del Paese, rimanendo presente fino ai primi anni Settanta.

Celebrare il suo compleanno significa quindi rendere omaggio non soltanto al genio dei progettisti che la immaginarono, ma anche alle storie delle persone che la guidarono, ai sogni che contribuì a realizzare e ai cambiamenti sociali di cui fu testimone.

Il programma del raduno

Il programma del raduno sarà anche un viaggio attraverso il territorio torinese. Nella giornata di venerdì 12 giugno gli equipaggi percorreranno un suggestivo itinerario ad anello nella cintura della città, toccando alcuni dei luoghi simbolo del Piemonte. Divisi in due gruppi, attraverseranno il perimetro torinese collegando la Basilica di Superga e la Reggia di Venaria, per poi spingersi verso Ruffini e Lonna, ripercorrendo idealmente le strade sulle quali i progettisti collaudarono quella piccola grande rivoluzione su quattro ruote.

Ma le occasioni per ammirare da vicino la carovana delle Topolino saranno numerose.

Nel pomeriggio di giovedì 11 giugno le vetture affronteranno la spettacolare salita verso la Sacra di San Michele, uno dei luoghi più suggestivi del Piemonte. Sabato 13 giugno, invece, il cuore pulsante del raduno si trasferirà nel centro di Torino: dalla mattina fino al primo pomeriggio Piazza Vittorio Veneto si trasformerà in un museo a cielo aperto, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di osservare da vicino decine di esemplari provenienti da ogni parte del mondo.

La stessa sera gli equipaggi visiteranno lo Stellantis Heritage Hub, il grande spazio dedicato alla memoria industriale e automobilistica torinese, quasi a chiudere un cerchio che riporta alle origini della Topolino e della Fiat.

L’ultima tappa sarà domenica 14 giugno con la visita al Castello di Rivoli. Un finale che unisce cultura, turismo, paesaggio ed eccellenze gastronomiche, offrendo soprattutto agli ospiti stranieri un’immagine completa di Torino e del Piemonte.

Novant’anni dopo la sua nascita, la Fiat 500 Topolino continua dunque a suscitare emozioni. Per molti rappresenta un ricordo d’infanzia, per altri un oggetto da collezione, per i più giovani una curiosità dal fascino intramontabile. In ogni caso resta molto più di un’automobile: è il simbolo di un’Italia che ha saputo ripartire, reinventarsi e mettersi in viaggio verso il futuro senza dimenticare le proprie radici.

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