Seguici su

CronacaNovara

Bracconaggio nel bosco di Cameri: sequestrato anche un leone impagliato

C’erano anche un pesce palla tassidermizzato, due zanne d’avorio, decine di armi da caccia e numerose attrezzature utilizzate, secondo gli investigatori, per l’attività di bracconaggio

Gabriele Farina

Pubblicato

il

CAMERI – Nel loro arsenale non c’erano soltanto trappole illegali nascoste tra la vegetazione del Parco del Ticino. Durante le perquisizioni disposte dalla Procura di Novara, i carabinieri forestali si sono trovati davanti a un vero e proprio catalogo di reperti e materiali di dubbia provenienza: un leone impagliato, un pesce palla tassidermizzato, due zanne d’avorio, decine di armi da caccia e numerose attrezzature utilizzate, secondo gli investigatori, per l’attività di bracconaggio.

L’operazione ha portato alla denuncia di due presunti bracconieri individuati nel Novarese, tra Galliate e Cameri, grazie a un’attività di monitoraggio portata avanti dai militari attraverso l’installazione di fototrappole nei boschi dell’area del Parco del Ticino.

Le trappole nei boschi di Cameri

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due uomini si sarebbero recati quotidianamente a controllare una serie di trappole illegali predisposte nei boschi di Cameri. Si trattava di lacci in metallo accuratamente occultati tra la vegetazione e resi ancora più efficaci dalla presenza di esche alimentari destinate ad attirare la fauna selvatica.

Le immagini raccolte dalle fototrappole avrebbero consentito ai carabinieri forestali di identificare i presunti responsabili e di far scattare le successive perquisizioni domiciliari.

La scoperta: un leone impagliato e zanne d’avorio

È però durante i controlli nelle abitazioni che l’indagine ha assunto contorni ancora più sorprendenti. A casa di uno dei due indagati sono stati sequestrati diversi reperti la cui detenzione risulterebbe vietata o comunque priva della documentazione necessaria a dimostrarne la provenienza lecita.

Tra gli oggetti rinvenuti figurano un leone impagliato, un pesce palla tassidermizzato e due zanne d’avorio, reperti che saranno ora oggetto di ulteriori accertamenti per chiarirne origine e modalità di acquisizione.

Quarantaquattro armi da caccia sequestrate

Nell’abitazione dello stesso indagato i militari hanno inoltre trovato ben 44 armi da caccia. Secondo quanto emerso, sarebbero state custodite in maniera impropria e, in alcuni casi, accompagnate da documentazione incompleta o mancante.

I carabinieri hanno sequestrato anche munizioni di vario tipo, lacci-trappola già pronti all’uso realizzati con corde metalliche, gabbie, secchi contenenti pastura già preparata e alcuni uccelli impagliati.

Gli sviluppi delle indagini

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Novara proseguirà ora per ricostruire la provenienza di tutto il materiale sequestrato e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

Se le ipotesi accusatorie dovessero trovare conferma nelle fasi successive del procedimento, gli oggetti sottoposti a sequestro saranno confiscati e destinati a finalità di studio e divulgazione scientifica, trasformando così strumenti e reperti legati al presunto bracconaggio in materiale utile alla ricerca e alla sensibilizzazione sulla tutela della fauna selvatica.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *