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Nella raccolta plastica di Grugliasco c’è di tutto: l’allarme dell’assessore Bianco: «Paghiamo tutti l’inciviltà di pochi»

Nelle campane della plastica c’erano pezzi di elettrodomestici, macerie edili, vetro, carta, rifiuti organici, materiali ingombranti e persino sacchi di indifferenziato.

Gabriele Farina

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GRUGLIASCO – Apertura di sacchetti, controlli sul campo e una constatazione amara: nelle campane dedicate alla raccolta della plastica a Grugliasco finisce troppo spesso di tutto, tranne ciò che dovrebbe esserci. A lanciare l’allarme è l’assessore alla Transizione ecologica del Comune di Grugliasco, Raffaele Bianco, che in un lungo post sui social ha denunciato una situazione che rischia di avere conseguenze economiche e ambientali per l’intera comunità.

Il sopralluogo con gli operatori Cidiu

Nei giorni scorsi l’assessore ha accompagnato gli operatori del servizio di raccolta rifiuti di CIDIU Servizi per verificare le ragioni del rapido riempimento delle campane destinate alla plastica.

Secondo quanto raccontato da Bianco, l’ispezione ha evidenziato una situazione preoccupante. Aprendo alcuni sacchi conferiti nei contenitori sono emersi materiali che nulla hanno a che fare con la raccolta della plastica: pezzi di elettrodomestici, macerie edili, vetro, carta, rifiuti organici, materiali ingombranti e persino sacchi di indifferenziato.

«Quello che c’era dentro è da non crederci. Anzi, fa proprio rabbia», scrive l’assessore, sottolineando come non si tratti di semplici errori occasionali ma di comportamenti che definisce frutto di «pigrizia e totale mancanza di rispetto per la comunità».

Le conseguenze economiche

Il problema, evidenzia l’amministratore, non riguarda soltanto il decoro urbano o la corretta gestione dei rifiuti. Gli errori nella raccolta differenziata hanno infatti un impatto diretto sui conti pubblici.

Quando le campane della plastica vengono riempite con materiali impropri, è necessario aumentare gli interventi di svuotamento e gestione. Questo comporta maggiori costi operativi per il servizio di raccolta, costi che ricadono indirettamente sui cittadini attraverso le risorse pubbliche.

Ma c’è un secondo danno economico. La plastica contaminata da altri materiali non può essere avviata correttamente al riciclo e rischia di non essere accettata dai consorzi di filiera. In questo modo il Comune perde anche i contributi economici legati al recupero dei materiali riciclabili.

«Abbiamo perso due volte», sintetizza Bianco. «Paghiamo di più un servizio che rende di meno».

L’appello ai cittadini

Nel suo intervento l’assessore riconosce l’impegno della maggioranza dei cittadini che effettua correttamente la raccolta differenziata, ma sottolinea come il comportamento scorretto di una minoranza finisca per compromettere gli sforzi collettivi.

Per questo l’invito è a prestare maggiore attenzione e a utilizzare gli strumenti informativi messi a disposizione dal gestore del servizio. In caso di dubbi sul corretto conferimento dei rifiuti, i cittadini possono consultare il dizionario e il vademecum ufficiale predisposto da CIDIU.

«Fare la raccolta differenziata non è un’opinione e non è un favore che fate al Comune: è un dovere civico», conclude Bianco, rilanciando un messaggio che punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza di una gestione corretta dei rifiuti per tutelare ambiente e risorse pubbliche.

Una sfida ancora aperta

La qualità della raccolta differenziata rappresenta uno degli elementi chiave per raggiungere gli obiettivi ambientali fissati a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, come dimostra il caso delle campane della plastica di Grugliasco, il successo del sistema dipende in larga parte dai comportamenti quotidiani dei cittadini.

Ogni conferimento errato non solo riduce l’efficacia del riciclo, ma genera costi aggiuntivi che finiscono per pesare sull’intera collettività. Un motivo in più per ricordare che la sostenibilità ambientale passa anche dai gesti più semplici, come scegliere il contenitore giusto per ogni rifiuto.

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