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Il sindaco di Chivasso ottiene dal prefetto la proroga della zona rossa in stazione

In mattinata il primo cittadino era impegnato in prefettura per questo provvedimento e non ha potuto partecipare al presidio per i giornalisti aggrediti

Marco Lovisolo

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Il sindaco di Chivasso Claudio Castello (a dx) con il prefetto di Torino Donato Cafagna

CHIVASSOTenere alta l’attenzione. Dopo le aggressioni a Chivasso (TO), il sindaco Claudio Castello ha partecipato questa mattina al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in prefettura a Torino. Il prefetto Donato Cafagna ha concesso la proroga della zona a vigilanza rafforzata nell’area della stazione ferroviaria di Chivasso, richiesta dal primo cittadino.

La “zona rossa” sarà in vigore per tutto il 2026. Il primo cittadino Castello ha ringraziato il Prefetto e tutti i soggetti del Comitato.

Mentre il sindaco era impegnato in prefettura, a Chivasso si è svolto il presidio in segno di solidarietà ai giornalisti aggrediti Federico Gottardo e Caterina Stamin. All’iniziativa hanno partecipato l’Ordine dei Giornalisti, l’Associazione Stampa Subalpina e il Gruppo Cronisti, che hanno promosso l’evento, oltre a diversi rappresentanti delle istituzioni: il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco, l’assessore regionale Andrea Tronzano, il presidente della Commissione Legalità al Consiglio regionale Domenico Rossi, la consigliera regionale Gianna Pentenero, Cgil, Cisl, Articolo 21, Libera e tante altre sigle e cittadini. Per l’amministrazione comunale chivassese, c’erano l’assessore alla Legalità Gianluca Vitale, il presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto e altri consiglieri e assessori comunali.

Inoltre, il sindaco Castello ha scritto al Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti proponendo una convenzione in cui, nell’ambito della Formazione Professionale Continua, il Comune di Chivasso è disponibile ad ospitare momenti di approfondimento con cronisti che si occupano del fenomeno mafioso, rivolti, oltre che agli iscritti all’albo, anche agli amministratori locali, ai dipendenti comunali e a tutti i cittadini. «Scrivere di ‘ndrangheta ogg» – ha infatti spiegato il sindaco – «non è solo cronaca ma è anche risveglio delle coscienze. E se da 80 anni in Italia la libertà di informazione è una conquista inalienabile, dopo la dittatura non consentiremo oggi alle consorterie mafiose, ai potentati finanziari o alle ingerenze politiche di mettere il bavaglio ad un giornalismo italiano già al 56esimo posto su 180 Paesi secondo la classifica mondiale sulla libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere nel 2026».

Sempre questa mattina, infine, il primo cittadino ha scritto al Consiglio superiore della magistratura per chiedere un riesame del provvedimento che esclude il Piemonte dalle aree ad alta densità mafiosa. «Una simile decisione, alla quale ci opponiamo sulla linea di tante rischia di produrre un messaggio istituzionale non coerente con la nostra realtà investigativa e giudiziaria, con possibili ricadute sulla percezione pubblica del fenomeno e sulla capacità delle amministrazioni locali di sostenere con forza le politiche di prevenzione e contrasto alla ‘ndrangheta» il contenuto del messaggio di Castello. La richiesta, nei prossimi giorni, potrebbe essere condivisa da altre amministrazioni comunali.

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