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Nuovo ospedale Maria Vittoria alla Pellerina: il ricorso dell’ospedale per Torino Nord passa al TAR Piemonte.
I ricorrenti ritengono che la localizzazione dell’opera sia illegittima sotto diversi profili
TORINO – Gli enti che avevano presentato il ricorso straordinario contro la costruzione del Nuovo Maria Vittoria alla Pellerina, rappresentati e difesi dalla responsabile del Dipartimento Giuridico di Generazioni Future Avv. Veronica Dini del foro di Milano, hanno accettato la trasposizione davanti al TAR Piemonte del ricorso straordinario con cui sono stati impugnati i provvedimenti di approvazione del Piano di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) del nuovo ospedale Torino Nord.
La Società Cooperativa per la Tutela dei Beni Comuni Generazioni Future e il Circolo Legambiente L’Aquilone ovvero i ricorrenti ribadiscono che il cuore del ricorso riguarda la localizzazione dell’opera, ritenuta illegittima sotto diversi profili. In particolare, contestano la scelta di realizzare il nuovo ospedale in un’area soggetta a rischio di esondazione e che fa parte integrante del Parco della Pellerina: infatti, contrariamente a quanto riportato spesso da numerosi mezzi di informazione, il futuro ospedale non è previsto che sorga in un’area adiacente al Parco della Pellerina, e neppure a ridosso dello stesso, ma all’interno del parco, occupandone una porzione significativa.
La Società Cooperativa per la Tutela dei Beni Comuni Generazioni Future e il Circolo Legambiente L’Aquilone osservano inoltre che pianificare un’infrastruttura strategica sacrificando decine di alberi adulti, riducendo la permeabilità del suolo e aumentando la pressione su un’area già esposta a criticità idrauliche significa ignorare gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti e intensi, impongono che le opere pubbliche siano progettate e localizzate secondo criteri di resilienza e adattamento climatico. Sottovalutare questi aspetti, o considerarli irrilevanti nelle scelte di pianificazione, equivale a disconoscere le evidenze scientifiche e gli indirizzi ormai consolidati in materia di gestione del rischio idrogeologico e di adattamento ai cambiamenti climatici.
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