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La rivolta degli antagonisti in Barriera, i manifestanti: “Mobilitazione securitaria e discriminatoria”

Gli antagonisti contro la mobilitazione dei residenti, accusata di usare il tema della delinquenza per colpire i migranti e le fasce povere

Chiara Scerba

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TORINO – Circa un’ora prima dell’inizio del presidio autorizzato “Insieme per Barriera”, collettivi e realtà dell’area antagonista hanno dato vita a una contro-manifestazione non autorizzata.

I disordini sono iniziati nel tardo pomeriggio in largo Giulio Cesare, dove un gruppo di meno di cento attivisti è stato inizialmente contenuto dal cordone delle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi, gli antagonisti avevano espresso duri giudizi contro la mobilitazione dei residenti, definendola “securitaria e discriminatoria” e accusandola di usare il tema della delinquenza per colpire i migranti e le fasce più povere della popolazione.

Sotto lo slogan “Barriera è di chi la vive”, i contro-manifestanti hanno invece invocato misure legate al welfare, al diritto alla casa e alla sanità pubblica.

Il faccia a faccia in via Sempione

Mentre un troncone del corteo antagonista si scioglieva pacificamente in piazza Foroni, un’altra frangia è riuscita a raggiungere via Sempione, posizionandosi esattamente all’angolo con via Martorelli.

A quel punto, i due schieramenti contrapposti si sono trovati a stretto contatto, separati a fatica dal massiccio schieramento di Polizia e Carabinieri. Agli insulti e al coro “Fuori i fascisti da Barriera” intonato dall’ala antagonista, i partecipanti al presidio per la sicurezza hanno risposto urlando slogan a favore della “remigrazione”. Nel momento di massimo attrito, per evitare lo scontro fisico tra i due gruppi e respingere i contro-manifestanti, le forze dell’ordine hanno azionato l’idrante.

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