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Precipitazioni in deficit e caldo estremo, allarme siccità in Piemonte

 «L’estate è ufficialmente iniziata da pochi giorni, ma ci troviamo già di fronte ad una situazione molto preoccupante» segnala Coldiretti

Marco Lovisolo

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PIEMONTE – È sos siccità in Piemonte. A causa delle temperature bollenti e delle precipitazioni scarse degli ultimi mesi, manca l’acqua nei campi piemontesi: è quanto afferma Coldiretti, ricordando che l’acqua è la più grande infrastruttura strategica del Paese, una risorsa che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo.

Deficit pluviometrico

«L’ultimo trimestre primaverile ha segnato un importante deficit pluviometrico sul Piemonte» – illustra Coldiretti – «L’estate, secondo i dati di Arpa Piemonte, inizia con un deficit idrico: i volumi immagazzinati della neve in quota sono il 30% in meno della norma, in primavera le temperature sono state più alte di 1,5 gradi rispetto alla media e le precipitazioni sono crollate del 28%. Le precipitazioni medie in Piemonte, a maggio, sono state circa di 70 mm, pari al 44% in meno rispetto alla media del periodo. Tutta la regione è stata caratterizzata da un deficit pluviometrico che si aggiunge al fatto che l’acqua non viene trattenuta».

Siamo ancora a inizio estate!

«L’estate è ufficialmente iniziata da pochi giorni, ma ci troviamo già di fronte ad una situazione molto preoccupante perché le risorse idriche scarseggiano, mettendo in seria difficoltà i raccolti e la produzione di cibo locale» – spiegano il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Domenico Pautasso – «Dal riso al mais, dall’ortofrutta ai prati e ai pascoli: diverse le colture a soffrire in tutto il territorio».

Ammodernare la rete idrica

Come rispondere ora alla carenza idrica? «Di fronte all’avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorità sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate» – le proposte di Tofi e Pautasso, che concludono con un appello alla politica regionale – «La nostra regione è ancora priva di una politica finalizzata a migliorare la capacità di stoccaggio dell’acqua e ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai. Sollecitiamo, quindi, la Regione affinché convochi, come è stato anticipato durante il tavolo Verde che si è tenuto martedì 7 luglio, un tavolo di confronto con tutti gli attori preposti, adottando anche delle misure straordinarie per incrementare la disponibilità irrigua e renderne disponibile l’utilizzo al più presto».

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