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Vercelli, la storia di Daniela Marano: l’importanza di donare il latte materno per aiutare i neonati più fragili

La storia di Daniela dimostra come un gesto semplice e quotidiano possa trasformarsi in una concreta rete di solidarietà

Gabriele Farina

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VERCELLI – La nascita di due figli all’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli si è trasformata in un’esperienza di solidarietà che oggi rappresenta un esempio per tante altre mamme. È la storia di Daniela Marano, insegnante vercellese, che ha scelto di donare il proprio latte materno alla Banca del Latte dell’Asl VC, contribuendo come tante altre mamme a garantire un aiuto concreto ai neonati prematuri e ai bambini con particolari necessità cliniche.

Per Daniela il Sant’Andrea è il luogo che custodisce alcuni dei momenti più importanti della sua vita familiare. Nel 2020 vi è nata la sua prima figlia, Giulia. Quattro anni dopo, durante la gravidanza del secondogenito Leonardo, ha vissuto anche un momento di grande preoccupazione. Al settimo mese è caduta accidentalmente mentre stava organizzando la festa di compleanno della figlia ed è stata ricoverata per 48 ore nel reparto di Ostetricia e Ginecologia per accertamenti. Fortunatamente tutto si è concluso senza conseguenze e il 9 novembre 2024 è nato Leonardo.

La Banca del latte

È proprio dopo questa seconda gravidanza che Daniela scopre la Banca del Latte, grazie al Centro Famiglie Villa Cingoli del Comune di Vercelli, struttura che accompagna e sostiene mamme e bambini nei primi anni di vita.

La Banca del Latte raccoglie il latte materno donato dalle mamme che ne producono in eccesso per destinarlo ai neonati più vulnerabili, in particolare ai bambini prematuri o che, per specifiche condizioni cliniche, non possono essere allattati direttamente dalla propria madre.

Convinta dell’importanza del progetto, Daniela decide di diventare donatrice. Per diversi mesi si sottopone ai controlli previsti e contribuisce regolarmente alla raccolta del latte.

«Quando venivo a donare vedevo i bambini prematuri e le loro famiglie. Sapevo che con quel mio piccolo gesto potevo dare un sostegno concreto a loro e alle loro mamme. Questo mi faceva sentire unita a loro», racconta.

L’esperienza le ha permesso anche di conoscere da vicino il lavoro di squadra tra i servizi sanitari dell’Asl VC. Dopo la nascita di Leonardo, infatti, ha affrontato un ingorgo mammario e ha potuto sperimentare l’efficacia della collaborazione tra Ostetricia, Pediatria e Consultorio.

«Ho visto come i diversi servizi siano riusciti a coordinarsi rapidamente per aiutarmi. È una rete che ammiro molto», spiega.

Il percorso di sensibilizzazione

Da insegnante, Daniela ha poi trasformato la propria esperienza in un’occasione di sensibilizzazione, parlando della donazione del latte materno con altre mamme e con donne in gravidanza. Un confronto che le ha permesso di comprendere quanto siano ancora diffusi dubbi e informazioni incomplete su questo tema.

«Mi sono accorta che c’erano molte resistenze dovute soprattutto alla scarsa conoscenza. Sono felice di aver dato il mio contributo per superarle e di aver potuto condividere la mia esperienza personale», racconta.

Tra gli aspetti che più l’hanno colpita c’è anche il rapporto umano instaurato con il personale sanitario e con le altre mamme donatrici.

«Mi hanno sempre colpita la disponibilità e l’attenzione che il personale dedica non solo ai bambini, ma anche alle mamme. Si crea un legame speciale», afferma, ricordando anche il ruolo della dottoressa Elena Uga, che mantiene i contatti con le donatrici e coordina la rete di solidarietà.

Una risorsa fondamentale per la salute dei neonati più fragili

Per Gianluca Cosi, direttore della Struttura Complessa di Pediatria dell’Asl Vercelli, il latte umano donato rappresenta una risorsa fondamentale per la salute dei neonati più fragili. «Il latte umano conserva proprietà nutrizionali e protettive preziose e contribuisce a migliorare gli esiti di salute dei piccoli pazienti. Per questo il contributo delle donatrici è così importante».

Anche il direttore generale dell’Asl Vercelli, Marco Ricci, sottolinea il valore dell’iniziativa: «Dietro ogni donazione c’è un gesto di straordinaria generosità che può fare la differenza per la salute di un neonato e rappresenta un esempio concreto di solidarietà tra famiglie».

Sulla stessa linea anche l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, che evidenzia come la donazione del latte materno rappresenti uno dei volti più autentici della sanità pubblica: «Ci sono gesti che non fanno rumore, ma che possono cambiare una vita. Grazie alle mamme donatrici e al lavoro dei professionisti che rendono possibile questo percorso, tanti bambini possono ricevere un aiuto prezioso proprio quando ne hanno più bisogno».

La storia di Daniela dimostra come un gesto semplice e quotidiano possa trasformarsi in una concreta rete di solidarietà, capace di offrire nuove opportunità di cura ai neonati più vulnerabili e di rafforzare il senso di comunità tra famiglie e operatori sanitari.

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