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Da Galileo al “pensiero felice” di Einstein: a Domodossola si esplora la gravità tra scienza e arte

Giovedì 16 luglio, presso la scalinata esterna del Collegio Mellerio Rosmini, un evento sull’affascinante tema della gravità e dello spazio

Chiara Scerba

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DOMODOSSOLA – Nell’ambito delle iniziative di divulgazione scientifica aperte al pubblico della Domoschool – International Alpine School of Mathematics and Physics, la città ospiterà un appuntamento culturale di grande spessore che intreccia la fisica teorica alla grande musica e alla filosofia antica.

La conferenza, in programma nel contesto della scuola internazionale organizzata da ARS.UNI.VCO ETS, vedrà come protagonista e relatore d’eccezione Ugo Moschella, ordinario di Fisica dei Fondamenti di Fisica e Matematica per lo studio dell’Ambiente presso l’Università dell’Insubria. L’incontro, moderato dalla giornalista Arianna Parsi, sarà per la cittadinanza un momento di esplorazione sul concetto di gravità attraverso una narrazione multidisciplinare e soprattutto accessibile.

Il dialogo tra scienza e arte

La narrazione del professor Moschella si svilupperà ripercorrendo le tappe miliari dell’evoluzione del pensiero scientifico, fondendo rigore accademico, aneddoti storici e mito. Il pubblico sarà guidato attraverso tre celeberrime istantanee che hanno rivoluzionato la nostra percezione del cosmo. Dalla leggendaria sfida galileica alle leggi del moto aristotelico lanciata direttamente dalla Torre pendente di Pisa, passando per il celebre episodio del melo, scintilla che portò alla formulazione della legge di gravitazione universale, fino a quello che lo stesso Einstein definì il suo “pensiero più felice della vita”, ovvero l’intuizione sull’equivalenza tra gravità e accelerazione che aprì le porte alla relatività generale.

Il racconto si spingerà indietro nel tempo ed esplorerà il secolare desiderio dell’uomo di decifrare il movimento degli astri, con un focus speciale sulla Luna. A rendere l’incontro un’esperienza culturale a tutto tondo sarà l’originale dialogo tra scienza e arte: la conferenza sarà infatti arricchita da costanti suggestioni musicali, con riferimenti e connessioni che spaziano dalle composizioni di Mozart e Beethoven fino alle avanguardie di György Ligeti.

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