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Da Torino allo Spazio: un “girasole meccanico” a bordo della missione della NASA
I dispositivi, progettati da un’azienda torinese, prenderanno parte alla missione scientifica PolSIR della NASA
TORINO – Pesa meno di mezzo chilo, ruota su se stesso per inseguire la luce del Sole e porta la firma dell’ingegneria torinese. Si chiama SARA Nano ed è il dispositivo sviluppato da Revolv Space che permetterà ai microsatelliti della NASA di catturare la massima quantità di energia solare nello spazio profondo.
L’azienda torinese ha completato con successo la consegna delle quattro unità di volo al costruttore statunitense Blue Canyon Technologies (gruppo RTX/Raytheon), appaltatore principale dell’agenzia spaziale americana, aprendo la strada alla missione scientifica PolSIR.
Come funziona il dispositivo?
Definito dagli stessi ingegneri un “girasole meccanico”, SARA Nano è un attuatore ultra-compatto di tipo Solar Array Drive Assembly (SADA). Con un peso inferiore a 500 grammi, il meccanismo è in grado di orientare autonomamente i pannelli fotovoltaici dei satelliti ruotando fino a 180 gradi in entrambe le direzioni e trasferendo fino a 500 watt di potenza alla piattaforma di bordo.
Questo costante allineamento verso il Sole garantisce un incremento della resa energetica tra il 40% e il 50% rispetto ai pannelli a posizione fissa. Per i microsatelliti vuol dire più energia disponibile e di conseguenza una drastica riduzione di tempi morti, dedicati alla ricarica delle batterie e massimizzare le finestre operative dedicate alla raccolta dei dati.
La missione PolSIR
La tecnologia torinese sarà il motore energetico di PolSIR (Polarized Submillimeter Ice Cloud Radiometer), missione scientifica che impiegherà due CubeSat delle dimensioni di uno zaino da trekking per studiare le nubi di ghiaccio ad alta quota nelle regioni tropicali e subtropicali.
I radiometri installati a bordo misureranno quantità e spessore delle particelle ghiacciate nell’arco dell’intera giornata e i dati raccolti serviranno a colmare una delle principali lacune nell’osservazione atmosferica, perfezionando i modelli predittivi globali su meteo e cambiamenti climatici.
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