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FTTH, FTTC, FWA: le sigle della fibra spiegate a chi vive in Piemonte
I bollini AGCOM aiutano a leggere questa distinzione insieme ai documenti tecnici dell’offerta.
In Piemonte la sigla «fibra» può accompagnare collegamenti diversi. Per capire un’offerta serve sapere dove termina il cavo e come viene raggiunta l’abitazione: FTTH, FTTC e FWA descrivono tre architetture, non tre garanzie di velocità identiche. La disponibilità va verificata all’indirizzo completo, anche nei centri maggiori. I bollini AGCOM aiutano a leggere questa distinzione insieme ai documenti tecnici dell’offerta.
1. Prezzi esposti, con le condizioni dell’offerta
Secondo i dati pubblicati da Komparatore.it, le 19 offerte FTTH presenti sul comparatore il 4 ottobre 2026 avevano un canone medio di 28,03 euro al mese, da 20,90 a 36,95 euro; le due FWA costavano 24,90 e 24,95 euro. Le schede possono includere televisione o SIM mobile e prezzi subordinati a promozioni o requisiti. È un campione del catalogo, non una media del mercato piemontese: due offerte FWA non bastano a stabilire quale tecnologia sia più economica. Il confronto utile riguarda offerte attivabili al proprio civico, con servizi e costi omogenei.
2. FTTH: la fibra fino a casa
Fiber To The Home significa che il cavo in fibra ottica entra nell’abitazione e termina in un apparato ottico, l’ONT, collegato al modem. Le offerte possono dichiarare velocità da 1 a 2,5 Gigabit al secondo e, in alcuni casi, fino a 10: sono valori nominali da distinguere dalle prestazioni disponibili sulla linea e sul dispositivo. Anche alcune FWA possono raggiungere velocità nominali nell’ordine del Gigabit. Nelle offerte è contrassegnata dal bollino verde con la lettera F, reso obbligatorio dall’AGCOM per segnalare un’architettura in fibra almeno fino alla base dell’edificio: il verde comprende anche la FTTB, distinta dalla FTTH.
In Piemonte la FTTH è presente in due forme. Nei centri maggiori è stata posata dagli operatori con investimenti propri; nei comuni delle cosiddette aree bianche, dove nessun operatore avrebbe investito, la rete è pubblica e la costruisce Open Fiber in concessione: a livello nazionale, al 31 agosto 2026, i lavori risultavano completati in 5.969 comuni su circa 6.030, con 6,5 milioni di unità immobiliari collegate. Che la fibra passi nella via, però, non significa che sia già attivabile al proprio civico: la verifica va fatta sull’indirizzo completo.
3. FTTC: la fibra che si ferma all’armadio
Fiber To The Cabinet è la soluzione intermedia che ha portato la banda larga nella maggior parte dei comuni italiani negli anni Dieci. La fibra arriva fino all’armadio stradale, il cabinet, e da lì la connessione prosegue sul doppino telefonico in rame fino in casa. Il bollino è giallo, con la sigla FR, fibra mista rame. La velocità massima teorica è di 100 o 200 Mbps in download e una ventina in upload, ma il valore reale dipende dalla distanza dall’armadio: distanza, qualità del rame e interferenze possono ridurre le prestazioni.
La presenza di FTTH all’indirizzo non modifica da sola una linea FTTC già attiva: occorre verificare l’offerta, la fattibilità tecnica e i costi del passaggio.
4. FWA: internet via radio dove la fibra non arriva
Fixed Wireless Access collega la casa alla rete con un ponte radio: un’antenna sul tetto o sul balcone, oppure un apparato da interno, dialoga con una stazione dell’operatore collegata in fibra. Nelle valli piemontesi è spesso l’unica alternativa all’ADSL, e il piano pubblico nelle aree bianche la usa per le case sparse non raggiungibili con il cavo. Le velocità dichiarate arrivano a 100 Mbps nelle versioni tradizionali e fino a 1 Gigabit in quelle su frequenze 5G, ma il risultato dipende dalla visibilità verso il ripetitore, dal numero di utenti sulla stessa cella e dal meteo.
Per la FWA, il nuovo schema AGCOM distingue le offerte ad altissima capacità conformi ai requisiti VHCN, con bollino blu, dalle altre reti miste fibra-radio, in giallo, e da quelle radio senza banda ultralarga, in rosso. La delibera pubblicata il 12 agosto 2026 prevede sei mesi di adeguamento: nella fase transitoria resta essenziale leggere la descrizione tecnica e contrattuale. Le medie di test volontari per operatore non consentono, da sole, di attribuire una velocità tipica a tutta la FWA.
5. Tre controlli prima di firmare
Il primo è la copertura all’indirizzo esatto, numero civico compreso, perché la stessa via può avere civici in F e civici in FR. Il secondo è la banda minima garantita scritta nel contratto, uno dei parametri di qualità utili per eventuali reclami, insieme agli altri impegni previsti. Il terzo è l’apparato: con la FTTH serve l’ONT, in genere fornito dall’operatore, mentre porte del modem/router, scheda di rete e collegamento devono essere adeguati alla velocità che si vuole utilizzare; una porta da 1 Gbit/s può limitare un profilo da 2,5 Gbit/s o superiore, e apparati compatibili non garantiscono da soli la velocità nominale. Le sigle, a quel punto, smettono di essere gergo tecnico e diventano la riga più importante dell’offerta.
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