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Comunali di Torino 2027, il sondaggio riporta Guido Saracco al centro del dibattito

Guido Saracco torna a circolare tra i possibili candidati del centrosinistra alla guida di Torino

Redazione Quotidiano Piemontese

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L’ex rettore del Politecnico ottiene il 21% nell’indice di fiducia e il 46,5% in un’ipotetica sfida al ballottaggio. Lo Russo si attesta rispettivamente al 15% e al 31,6%. Ma i numeri non bastano a sciogliere i nodi politici del centrosinistra.

A riportare il suo nome al centro della discussione è un sondaggio realizzato da BiDiMedia per conto dell’associazione Don Bosco 2000, che ha coinvolto 602 persone nei giorni scorsi.

Agli intervistati è stato chiesto: «Quanta fiducia ha nei seguenti personaggi di Torino?». Secondo i risultati riportati, l’indice di fiducia attribuito all’ex rettore del Politecnico è del 21%, mentre quello del sindaco uscente Stefano Lo Russo si ferma al 15%.

La rilevazione presenta anche uno scenario ipotetico di ballottaggio tra i due. In questo caso, Saracco raccoglierebbe il 46,5% delle preferenze, contro il 31,6% attribuito a Lo Russo. Si tratta di una fotografia delle opinioni raccolte al momento dell’indagine, non di una previsione dell’esito delle elezioni comunali del 2027.

Saracco non commenta: «Preferisco non esprimermi»

L’interessato, almeno per ora, non sembra intenzionato a entrare nella discussione. «Non voglio esprimermi, ho saputo da un amico di questo sondaggio, ma preferisco non commentare», ha dichiarato Saracco.

Il suo nome, tuttavia, si inserisce in una discussione già aperta nel centrosinistra torinese: quella sulla ricandidatura di Lo Russo e sulla costruzione di un’alleanza sufficientemente ampia per affrontare le prossime elezioni amministrative.

Una parte dell’area progressista potrebbe guardare con interesse a una figura proveniente dal mondo accademico e non direttamente identificata con gli equilibri dei partiti. L’ipotesi di una candidatura civica, capace di raccogliere consensi anche al di fuori delle tradizionali appartenenze politiche, potrebbe quindi tornare sul tavolo.

Nel frattempo, secondo le ricostruzioni circolate nel dibattito politico, anche in ambienti nazionali del Partito democratico ci sarebbe interesse per un possibile nome alternativo a quello dell’attuale sindaco. Il sondaggio, però, non dimostra di per sé che esista una decisione politica in questa direzione.

Un ritorno che parte da lontano

Per Saracco non sarebbe la prima volta. Già nel 2021, quando era ancora rettore del Politecnico di Torino, il suo nome era stato preso in considerazione tra i possibili candidati del centrosinistra alle comunali.

Allora, però, l’ipotesi si era fermata prima di diventare una candidatura concreta. Saracco aveva infatti dichiarato di non essere disponibile, spiegando che la decisione dipendeva principalmente da circostanze personali. La scelta del centrosinistra era poi ricaduta su Stefano Lo Russo, che aveva vinto le elezioni contro Paolo Damilano.

A distanza di cinque anni, il contesto è cambiato, ma la questione resta simile: quale profilo può rappresentare il centrosinistra e tenere insieme partiti, movimenti e componenti civiche?

Il nodo del campo largo

La possibile candidatura di Saracco si intreccia con le difficoltà nella costruzione di un’intesa tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Le distanze su alcuni temi politici e amministrativi, a partire dalla Tav e dalle diverse posizioni espresse negli anni dai soggetti coinvolti, rendono complesso il percorso verso una coalizione unitaria.

Il 3 ottobre, mentre Lo Russo lavorava alla costruzione di un tavolo politico per avviare il confronto in vista delle comunali, esponenti del Movimento 5 Stelle e di Avs partecipavano in Valsusa a iniziative legate alla mobilitazione No Tav. Un episodio che fotografa almeno una delle questioni sulle quali il centrosinistra torinese dovrà trovare una sintesi.

In questo scenario, la discussione sul candidato sindaco non riguarda soltanto i nomi, ma anche il programma, le priorità amministrative e il perimetro della coalizione.

Il sondaggio su Saracco aggiunge un elemento alla discussione, ma non risolve le questioni politiche ancora aperte. Per capire se l’ex rettore potrà davvero diventare una candidatura concreta serviranno segnali più espliciti da parte degli interessati e, soprattutto, decisioni da parte delle forze che dovrebbero sostenerlo.

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