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Il cavallo diventa il simbolo dello Storico Carnevale di Ivrea 2027: ecco il manifesto di Riccardo Guasco

Dal 5 all’8 novembre, infatti, la Fondazione sarà presente a Fieracavalli di Verona

Redazione Quotidiano Piemontese

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È il cavallo il protagonista del manifesto ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea 2027, firmato da Riccardo Guasco, illustratore e pittore di fama internazionale, conosciuto per il suo stile inconfondibile e per l’uso di forme essenziali e colori intensi.

L’immagine è stata presentata giovedì 22 ottobre durante l’incontro Sguardi sul Carnevale – Dal Carnevale vissuto a quello che verrà, occasione in cui l’artista ha raccontato al pubblico la genesi del manifesto e le ispirazioni che hanno guidato il suo lavoro.

La scelta del soggetto mette al centro una figura profondamente legata alla storia e all’identità di Ivrea. Per l’edizione 2027, l’attenzione si concentra sul mondo dei Carri da Getto e dei cavallanti, rendendo omaggio agli animali che partecipano alla Battaglia delle Arance e a chi, durante tutto l’anno, si occupa della loro cura e preparazione.

Il cavallo, protagonista della storia di Ivrea

Il legame tra Ivrea e il mondo equestre ha radici antiche, a partire dal nome stesso della città, Eporedia, tradizionalmente associato al mondo dei cavalli.

Una relazione che si ritrova nella Fiera di San Savino e che attraversa anche i momenti più solenni dello Storico Carnevale. I cavalli accompagnano il Generale e lo Stato Maggiore, gli Abbà e la Mugnaia sul Cocchio dorato, partecipando alle sfilate e alle cerimonie che scandiscono il calendario della manifestazione.

Il loro ruolo va quindi oltre la Battaglia delle Arance, diventando parte integrante dello spettacolo e del patrimonio storico e culturale del Carnevale.

Il manifesto di Guasco valorizza questa tradizione, raccontando non soltanto l’energia della festa, ma anche il lavoro, la dedizione e la passione dei cavallanti, che preparano gli animali e li accompagnano durante le diverse fasi della manifestazione.

Colori, movimento e suggestioni artistiche

Nel manifesto, Guasco sceglie di non rappresentare fedelmente la realtà, ma di reinterpretarla attraverso il proprio linguaggio visivo. Cavalli, aranceri, pennacchi e colori delle squadre si intrecciano in una composizione dinamica, nella quale le forme si scompongono e si ricompongono creando un’immagine ricca di movimento.

Il risultato riflette le influenze artistiche che caratterizzano il lavoro dell’illustratore, dal Cubismo di Picasso alle forme dinamiche di Fortunato Depero, fino ai colori intensi di Henri Matisse.

«Il manifesto per lo Storico Carnevale di Ivrea è una di quelle committenze che aspetti da tempo, perché hanno una tradizione e una storia talmente solide e radicate che contribuire ad arricchire quell’immaginario è sempre una responsabilità, ma anche allo stesso tempo un grande onore», ha spiegato Guasco.

L’artista ha raccontato come i colori delle squadre storiche, il dinamismo degli aranceri e le pariglie dei cavalli decorati con i loro finimenti siano stati gli elementi che lo hanno colpito maggiormente.

«Nella prima tornata di schizzi preparatori tutte queste suggestioni finiscono di getto sul foglio, quasi frammentate; solo in un secondo momento cerco un incastro capace di farle convivere e di creare un insieme armonioso», ha aggiunto.

Il disegno finale diventa così una reinterpretazione personale, che non punta alla riproduzione fotografica della festa, ma cerca di evocarne le sensazioni, l’energia e il movimento.

L’omaggio alla grafica Olivetti

Tra le influenze citate da Guasco c’è anche la grande tradizione della grafica italiana, con un riferimento particolare ai manifesti Olivetti e al lavoro di artisti e designer come Giovanni Pintori, Marcello Nizzoli, Milton Glaser e Folon.

«Non riesco a sottrarmi all’influenza e al fascino dei manifesti di Olivetti e del lavoro di artisti come Pintori, Nizzoli, Glaser e Folon che ho studiato molto in accademia: fanno tutti parte del mio immaginario generale e in qualche modo il mio sguardo è cresciuto anche con quel linguaggio», ha raccontato l’illustratore.

Un riferimento particolarmente significativo per Ivrea, città in cui la storia industriale dell’Olivetti ha lasciato un’impronta profonda non soltanto nell’economia, ma anche nell’architettura, nel design e nella cultura visiva.

Il manifesto del Carnevale diventa così anche un punto d’incontro tra due importanti tradizioni del territorio: quella della festa popolare eporediese e quella dell’innovazione grafica che ha reso celebre Ivrea a livello internazionale.

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