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Caro carburanti e proteste degli autotrasportatori, Confagricoltura Piemonte chiede aiuti per le aziende agricole

Un confronto tra i listini del 1° e del 20 ottobre del Centro Agroalimentare di Torino (CAAT) evidenzia aumenti per diverse produzioni ortofrutticole

Gabriele Farina

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TORINO – Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti, che nelle ultime settimane hanno interessato diverse regioni del Mezzogiorno, preoccupano anche il comparto agricolo piemontese. Le difficoltà nella movimentazione delle merci e negli approvvigionamenti rischiano infatti di ripercuotersi soprattutto sui prodotti ortofrutticoli freschi, che devono raggiungere i mercati in tempi rapidi.

A lanciare l’allarme è Confagricoltura Piemonte, che richiama l’attenzione sui rischi per l’intera filiera agroalimentare e torna a chiedere alla Regione un intervento straordinario per sostenere le imprese agricole, alle prese con l’aumento dei costi energetici e di produzione.

I prezzi di frutta e verdura al Centro Agroalimentare di Torino

Un confronto tra i listini del 1° e del 20 ottobre del Centro Agroalimentare di Torino (CAAT) evidenzia aumenti per diverse produzioni ortofrutticole. Il prezzo prevalente all’ingrosso dei pomodori tipo Piccadilly è passato da 4,30 a 5,30 euro al chilogrammo. I peperoni lunghi rossi e gialli sono saliti da 2,70 a 3,30 euro al chilo, mentre le zucchine chiare sono passate da 1,25 a 1,70 euro. In aumento anche l’uva da tavola bianca Italia, da 1,40 a 1,70 euro al chilogrammo.

Nello stesso periodo, tuttavia, altre produzioni hanno registrato una diminuzione dei prezzi, tra cui melanzane, finocchi e cavolfiori.

Confagricoltura Piemonte precisa che le quotazioni all’ingrosso dipendono da diversi fattori, come la disponibilità dei prodotti, la stagionalità, la domanda e le condizioni di commercializzazione. I dati, quindi, non permettono di attribuire direttamente i rincari alle proteste e ai blocchi dei trasporti, ma mettono in evidenza l’importanza di garantire collegamenti efficienti tra le aree di produzione e i mercati.

«Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori, che, come gli agricoltori, devono fare i conti con costi di esercizio sempre più elevati – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ma è indispensabile garantire la libera circolazione delle merci, soprattutto quando si tratta di prodotti freschi».

Allasia sottolinea il rischio che i ritardi nella consegna compromettano il valore dei raccolti, con conseguenze per i produttori e per l’intera filiera. Da qui la richiesta di soluzioni rapide attraverso il confronto con le istituzioni, per tutelare le imprese e assicurare la regolarità degli approvvigionamenti.

La richiesta alla Regione: un contributo del 20% sul gasolio agricolo

Accanto alle preoccupazioni per la circolazione delle merci, Confagricoltura Piemonte rilancia la proposta di un sostegno economico regionale per contenere l’impatto del caro carburanti sulle aziende agricole.

L’associazione ha già chiesto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all’assessore all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, di istituire un fondo regionale per riconoscere un contributo straordinario a fondo perduto pari al 20% della spesa sostenuta per il gasolio agricolo nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026.

La proposta riguarda un periodo non coperto dal credito d’imposta nazionale previsto per gli acquisti effettuati tra marzo e maggio 2026. Il sostegno richiesto comprenderebbe anche le lavorazioni agricole affidate alle imprese agromeccaniche.

Secondo Confagricoltura Piemonte, alcune Regioni hanno già avviato iniziative per ridurre il peso dei carburanti sulle attività agricole. Tra queste vengono citate Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Marche e Lombardia, che hanno adottato strumenti e stanziamenti differenti.

«La nostra richiesta alla Regione Piemonte è concreta e circoscritta – aggiunge Allasia – e nasce dall’esigenza di sostenere le imprese in una fase particolarmente impegnativa».

L’obiettivo è ottenere un contributo calcolato sulle spese effettivamente sostenute, con procedure semplici e tempi rapidi di erogazione. L’associazione auspica quindi un confronto con Cirio e Bongioanni per individuare una soluzione compatibile con il bilancio regionale e capace di offrire un aiuto concreto alle aziende.

Per Confagricoltura Piemonte, garantire la regolarità dei trasporti e contenere i costi di produzione sono due obiettivi strettamente collegati: entrambi sono considerati necessari per tutelare la capacità produttiva delle imprese agricole, la competitività del settore e la continuità degli approvvigionamenti sui mercati.

Il decreto del governo

Intanto, ieri pomeriggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 70 milioni di euro per sostenere le imprese agricole e della pesca alle prese con il caro carburanti. Per l’agricoltura sono stanziati 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro.

Per la pesca sono previsti 10 milioni di euro, con un contributo pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo. Per il comparto agricolo, le risorse saranno trasferite ad AGEA, individuata come autorità responsabile della gestione degli adempimenti relativi al regime di aiuto. Le modalità e i termini per la presentazione della documentazione saranno definiti entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto; i pagamenti sono previsti entro i successivi trenta giorni.

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