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Fabi Torino, al congresso si discute del futuro del lavoro bancario tra intelligenza artificiale e contratti

150 dirigenti sindacali si sono riuniti per fare il punto sulle trasformazioni del settore

Redazione Quotidiano Piemontese

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TORINO – Il futuro del lavoro bancario, l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e le nuove sfide della contrattazione collettiva. Sono stati questi i temi al centro del congresso provinciale della Fabi di Torino, che ha riunito circa 150 dirigenti sindacali insieme a numerosi ospiti per discutere delle prospettive del settore e delle priorità della Federazione.

Circa 150 dirigenti sindacali si sono riuniti per fare il punto sulle trasformazioni del settore, le prospettive occupazionali e le sfide della contrattazione. Il segretario generale Lando Maria Sileoni ha richiamato la necessità di governare l’innovazione tecnologica per tutelare lavoratori e professionalità.

Ai lavori hanno partecipato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, il presidente del Comitato direttivo centrale, Mauro Bossola, e il segretario nazionale amministrativo Franco Casini, che ha presieduto il congresso.

Intelligenza artificiale e occupazione, le sfide delle banche

Particolarmente seguito l’intervento di Lando Maria Sileoni, che ha affrontato le principali trasformazioni destinate a interessare il settore bancario nei prossimi anni, soffermandosi soprattutto sulle conseguenze dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro.

Secondo il segretario generale, gli effetti dell’innovazione non si manifesteranno necessariamente nell’immediato, ma diventeranno progressivamente più evidenti. Per questo sarà fondamentale avviare un confronto con l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, per individuare le professioni che potrebbero scomparire, quelle destinate a trasformarsi e le nuove competenze che saranno necessarie.

Il tema dovrà trovare spazio anche nei futuri piani industriali delle banche, affrontando in anticipo le possibili ricadute occupazionali e individuando strumenti adeguati per tutelare i lavoratori. L’obiettivo è accompagnare il cambiamento attraverso una contrattazione capace di anticipare i problemi, anziché intervenire soltanto quando gli effetti delle trasformazioni saranno già evidenti.

Sileoni ha ricordato come il settore bancario italiano sia riuscito finora a gestire importanti processi di riorganizzazione senza ricorrere a licenziamenti collettivi, anche grazie agli strumenti conquistati attraverso l’attività sindacale, tra cui il Fondo di solidarietà e il Fondo per l’occupazione. Risultati che, secondo il segretario generale, non possono essere considerati acquisiti definitivamente, ma dovranno essere difesi anche di fronte alle nuove sfide tecnologiche e organizzative.

Rinnovo del contratto e unità sindacale

Un altro tema centrale del congresso ha riguardato il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Sileoni ha richiamato i risultati economici ottenuti nella precedente tornata contrattuale, sottolineando come ogni conquista richieda capacità negoziale, determinazione e un impegno costante.

«Il nuovo contratto, così come gli accordi sui futuri piani industriali, non arriverà automaticamente, ma richiederà ancora una volta determinazione, capacità negoziale e un forte impegno sindacale», ha evidenziato.

Da qui l’appello a rafforzare l’unità tra le organizzazioni sindacali, pur nel rispetto delle rispettive identità e delle differenti posizioni. Una collaborazione che, nei momenti decisivi, deve consentire di difendere insieme i diritti, l’occupazione e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Nel suo intervento, il segretario generale ha affrontato anche il problema delle pressioni commerciali esercitate sul personale bancario, ricordando l’impegno della Fabi nel portare la questione all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

In uno scenario destinato a cambiare profondamente, il sindacato dovrà quindi mantenere una visione ampia del contesto economico e sociale, comprendendo le trasformazioni in corso e preparandosi ad affrontarne le conseguenze.

Il bilancio della Fabi di Torino

La relazione della coordinatrice uscente, Paola Cogli Ciccarelli, ha ripercorso l’attività sindacale svolta negli ultimi anni sul territorio torinese, mettendo in evidenza il lavoro quotidiano nelle aziende, l’impegno nella contrattazione e l’attenzione alle esigenze degli iscritti.

Al centro della relazione il ruolo dei rappresentanti sindacali nelle diverse realtà bancarie, l’assistenza ai lavoratori e il confronto con le aziende sulle questioni organizzative e contrattuali. Un’attività che ha permesso alla struttura provinciale di accompagnare le trasformazioni del settore mantenendo come priorità la tutela delle condizioni di lavoro, delle professionalità e dei diritti.

Tra gli aspetti evidenziati anche il ricambio generazionale e il coinvolgimento di nuovi dirigenti sindacali, considerati elementi fondamentali per garantire continuità all’organizzazione e portare nuove energie nell’attività della Federazione. Spazio inoltre ai servizi di assistenza rivolti agli iscritti, con particolare attenzione ai pensionati e agli esodati, che rappresentano una componente importante del rapporto tra la Fabi e i propri associati.

La relazione ha affrontato anche le prospettive del sistema bancario torinese, tra riorganizzazioni aziendali, evoluzione delle modalità di lavoro e crescente diffusione delle tecnologie digitali. Sfide che richiederanno una presenza sindacale costante, capacità di confronto con le aziende e investimenti nella formazione e nella valorizzazione delle competenze professionali.

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