Curiosità Cultura Torino
Quando Mark Twain arrivò a Torino: «La città più bella d’Italia» che conquistò il padre di Tom Sawyer
Descrive Torino come una città moderna, caratterizzata da strade larghe e rettilinee, portici infiniti e piazze monumentali
TORINO – Chi pensa che Torino sia stata scoperta dai turisti stranieri soltanto negli ultimi anni si sbaglia di grosso. Molto prima dei social network, delle classifiche internazionali e dei weekend “city break”, a innamorarsi del capoluogo piemontese fu uno degli scrittori più celebri della letteratura mondiale: Mark Twain.
L’autore di Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn visitò Torino nel 1867 durante il lungo viaggio che avrebbe poi raccontato nel libro A Trump Abroad, pubblicato nel 1880. E le sue impressioni sulla città furono tutt’altro che banali.
Il viaggio del giovane Mark Twain in Europa
Nel 1867, Mark Twain aveva appena 31 anni. Non era ancora il mito letterario che sarebbe diventato negli anni successivi, ma un giornalista e umorista emergente.
Partì dagli Stati Uniti a bordo del piroscafo Quaker City per un viaggio organizzato attraverso Europa e Terra Santa. Da quell’esperienza nacque uno dei primi grandi reportage turistici americani della storia (due, in realtà, c’è anche il più famoso The Innocents Abroad), un libro ironico e dissacrante in cui Twain descriveva senza filtri le città visitate.
E proprio Torino riuscì a sorprenderlo.
«Una città di ampi viali e magnifiche piazze»
Nel suo resoconto, Twain racconta di essere rimasto colpito dall’ordine e dall’eleganza della città sabauda.
Descrive Torino come una città moderna, caratterizzata da strade larghe e rettilinee, portici infiniti e piazze monumentali. In un’Italia che ai suoi occhi appariva spesso caotica e disordinata, il capoluogo piemontese rappresentava quasi un’eccezione.
Il giudizio più celebre attribuito allo scrittore è quello secondo cui Torino sarebbe stata «la città più bella d’Italia». Una frase che ancora oggi viene ripresa da guide turistiche, articoli e curiosità cittadine.
Ma Mark Twain lo disse davvero?
Qui entra in gioco il dettaglio più interessante.
La citazione viene spesso riportata nella forma: “Torino è la città più bella del mondo” oppure “Torino è la città più bella d’Italia”.
In realtà gli studiosi invitano alla prudenza. Nei testi originali di Twain non compare esattamente questa formulazione. Ciò che emerge chiaramente dai suoi scritti è però un sincero entusiasmo nei confronti della città, descritta con toni molto più positivi rispetto ad altre tappe del viaggio.
Insomma, la frase potrebbe essere stata semplificata e rielaborata nel tempo, ma il fascino esercitato da Torino sullo scrittore americano appare autentico.
Una Torino molto diversa da quella di oggi
Quando Mark Twain arrivò sotto la Mole (che ovviamente ancora non esisteva), Torino era da pochi anni un’ex capitale.
L’Unità d’Italia era stata proclamata nel 1861 e nel 1865 il trasferimento della capitale a Firenze aveva lasciato ferite profonde nella città. La celebre Strage di Torino del 1864 era ancora un ricordo recente.
Eppure proprio quella Torino ottocentesca, sospesa tra nostalgia del passato e voglia di modernità, riuscì a conquistare il futuro autore di Tom Sawyer.
Un testimonial d’eccezione
Così Torino può vantare un testimonial che nessun ufficio turistico avrebbe potuto immaginare: uno dei più grandi scrittori americani dell’Ottocento.
Molto prima delle recensioni online, delle stelle assegnate dagli utenti e degli influencer di viaggio, fu Mark Twain a raccontare ai lettori statunitensi una città elegante, ordinata e sorprendentemente europea.
E forse il vero motivo per cui questa storia continua ad affascinare è proprio questo: sapere che uno sguardo esterno, arrivato da oltre oceano, seppe cogliere un’anima di Torino che molti torinesi, ancora oggi, danno per scontata.
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